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Elezioni Ivrea

Schlein in jeans e dolcevita, tira la volata a Matteo Chiantore

La segretaria del Pd è stata anche a Novi Ligure, Orbassano e Pianezza

Schlein a Ivrea, foto Luisa Romussi

Schlein a Ivrea, foto Luisa Romussi

Da sinistra a destra: Francesco Comotto (Viviamo Ivrea), Elly Schlein, Il candidato a sindaco Matteo Chiantore e Enrico Giacopelli (Laboratorio Civico). Foto Romussi

Ha esordito con un "ciao". Ciao Ivrea, ciao Matteo. Poi ha ringraziato il Pd e tutte le liste della coalizione per il gran lavoro di convergenza che si è fatto, perchè è così che si fa. "Uniti dall’attaccamento alla terra...". E son tutte parole sue!

Eccola qui Elly Schlein, la nuova segretaria nazionale del Pd. A Ivrea si è presentata in jeans e dolcevita e già questo meriterebbe un applauso. Parole chiare. Poco politichese. 

"La prima cosa da mettere al centro è la cura delle nostre comunità - ha inforcato - Ringrazio il Pd regionale che sta facendo la battaglia per azzerare le liste d’attesa in sanità.... Il Governo non sta facendo investimenti sulla sanità pubblica e universalistica che noi continueremo a difendere. La pandemia non ha insegnato a chi governa che c'è bisogno di più cura delle persone, quindi di più investimenti perché manca personale, perché abbiamo i pronto soccorso in difficoltà, noi vogliamo investire in una sanità pubblica territoriale... La pandemia ci ha colpiti tutti ma non tutti allo stesso modo...".

Duro l'attacco alle privatizzazioni striscianti e ad un Governo che i soldi li ha ma li sta mettendo nella flat tax e non nelle "case di comunità" e nella medicina territoriale, prevista dal Pnrr. 

"Non facciamoci intortare da questa maggioranza..." ha aggiunto con la verve di chi vuole marcare le differenze, chiedendo più asili e servizi educativi per l’infanzia e più libertà per le donne.

Cosa sogna Schlein a occhi aperti lo dice chiaramente: la città dei 15 minuti con tutto che funziona, scuola, nidi, esercizi commerciali di prossimità, soprattutto "occupazione".

"Siamo estremamente preoccupati dalla provocazione di portare il primo maggio un decreto che porta lavoro nel nome ma spinge il lavoro precario di cui questo Paese non ha più bisogno, anzi. Vengano a chiederlo alle giovani generazioni che ormai hanno paura del futuro perché con contratti che durano tre mesi senza sapere se saranno rinnovati e con salari troppo bassi è difficile costruirsi un futuro e una famiglia, perché non sai se puoi mantenerla".

"La nostra - ha aggiunto - è una Repubblica fondata sul lavoro e sul lavoro dignitoso, di qualità, quindi basta con il lavoro precario e con il lavoro povero. Chiedo al Governo di cambiare rotta, se quella è la direzione l'abbiamo già vista in questi anni: stiamo condannando alla precarietà intere generazioni di giovani e di donne che hanno già pagato abbastanza il costo della crisi occupazionale...."

E poi sui disabili ("Mi vergogno che in questo Paese ci siano molte, troppe, aziende che preferiscono pagare una multa piuttosto che inserire al lavoro persone con disabilità come sarebbero tenute a fare. E una cosa vergognosa perché poter essere inserite è un loro diritto. Le persone con disabilità e loro famiglie hanno bisogno di servizi adeguati, il peso è stato troppo forte in questi anni di pandemia") e sul mondo del volontariato ("La destra è sempre assente quando si tratta di valorizzare lo straordinario contributo che dà alla tenuta delle nostre comunità il terzo settore e quel mondo di associazioni di promozione sociale che troppo spesso coprono le lacune di un sistema di welfare in cui questa destra continua a pensare che tagliare sia la soluzione. Noi al contrario vogliamo progettare con queste reti il futuro"). 

Insomma c'è un nuovo Pd che vuol mettere al centro un "lavoro di dignità", non precario e non povero.

"La maggioranza di governo? Non è neanche in grado di assicurare i suoi larghi numeri in Parlamento per far passare un documento fondamentale come il Def, che parla delle prospettive economiche del Paese, per le famiglie e le imprese. Siamo qua per dare il senso che c'è un'alternativa. Dobbiamo credere nei nostri candidati e nelle nostre candidate".

Morale?

"Il voto amministrativo ha un grande valore perché c'è bisogno di cambiamento anche qui in Piemonte. C'è bisogno di cambiamento e di speranza perché veniamo da anni difficili che hanno colpito anche la comunità piemontese. Anni in cui piccole e medie imprese hanno fatto molta fatica e alcune anche chiuso. Penso a professionisti e artigiani, penso alla fatica di un Paese che oggi, con questo Governo, continua a non darsi un grande piano industriale".

Ciò di cui ha bisogno l'Italia secondo Schlein è un grande piano industriale che accompagni il Paese e le aree a rilanciarsi e, in qualche modo, a creare nuovo lavoro, puntando su competenze e professionalizzazione di chi lavora.

L'obiettivo, comunque, è uno e uno soltanto, battere il centrodestra anche a livello locale. A Ivrea la coalizione in appoggio al candidato a sindaco Matteo Chiantore è la più larga possibile. Oltre al Pd ci sono Viviamo Ivrea, Laboratorio civico e i cinquestelle.

"Si prova sempre a costruire nello spirito più unitario possibile delle alleanze che non siano fatte a tavolino ma su un progetto - ha precisato Schlein - L'importante è tenere in testa che l'avversario comune in questo momento è la destra che governa e che in questi giorni ha dimostrato di nuovo la sua inadeguatezza...".

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