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20 Febbraio 2020 - 11:17
Per loro la Metro 2 deve partire dal Pescarito e su questo non ci sono dubbi.
Venerdì sera i 7 sindaci di San Mauro, Settimo, Gassino, Castiglione, San Raffaele, Sciolze e Rivalba si sono ritrovati nella sala giunta del Comune di San Mauro per disegnare le prossime mosse per dare forza alla loro voce. Le amministrazioni coinvolte, però, in questo passaggio sono molte di più, tutte pronte a far sentire la loro voce: parliamo di Chivasso, Baldissero, Montaldo, Castagneto, Brandizzo, Cinzano, Pavarolo, Marentino, Casalborgone, Volpiano, Mappano, Caselle, Borgaro, San Benigno e Leinì. In pratica parliamo di tutti i Comuni a Nord di Torino, una ventina (e dell’area del Net) che prendono carta e penna e fanno una richiesta precisa: “La Metro 2 deve partire dal Pescarito”.
Il primo passaggio è stato fatto da quasi tutti i Comuni: l’approvazione di un ordine del giorno ad hoc per chiedere ad Appendino di mettere il prolungamento per San Mauro nel progetto definitivo della nuova linea. Detto di questa prima parte, però, il lavoro dei sindaci non è finito.
“Abbiamo fatto il punto della situazione sul progetto - spiega il sindaco di San Mauro, Marco Bongiovanni - e ci siamo concentrati sulle prossime richiesta da portare avanti. C’è da capire come far partire da Pescarito, il nostro obiettivo è quello. Ci rincontreremo per capire come proseguire, abbiamo messo insieme tanti comuni”. Il Pescarito, al momento, è stato inserito nel progetto di fattibilità dall’amministrazione torinese. Tutto bene? No, perchè il tratto del Pescarito è ancora considerato come un “prolungamento” e quindi una parte da realizzare solo dopo la costruzione del corpo centrale dell’infrastruttura. L’obiettivo dei sindaci è proprio questo: far diventare il prolungamento del Pescarito parte integrante dell’intera opera e non solo un “prolungamento”. La Giunta Comunale di Torino, qualche giorno fa, ha, infatti, approvato il progetto di fattibilità tecnico economica della linea 2 della metropolitana di Torino redatta dal raggruppamento d’imprese che ha come capofila la società francese Systra.
Il tracciato ha uno sviluppo di circa 28 chilometri lungo il quale saranno realizzate 32 stazioni. Progettata per essere compatibile con le diverse tipologie di treni in commercio, sia su gomma che su ferro, la nuova linea avrà caratteristiche simili alla 1 (sarà di tipo ‘automatico leggero’ senza conducente), ma se ne differenzierà necessariamente (in termini di ‘sistema ferroviario’ e dimensioni dei rotabili) anche per tener conto dello sviluppo tecnologico intervenuto in questi anni.
Tre le tratte lungo le quali è stato suddiviso il percorso che dal tracciato originariamente previsto nel bando per la progettazione preliminare si è poi allungato a sud-ovest e a nord-est: a quella centrale, tra le stazioni Anselmetti e Rebaudengo (circa 15700 metri e 23 stazioni) si sono aggiunte le estensioni verso Orbassano (circa 5700 metri e 5 stazioni) e San Mauro (circa 6500 metri e 4 stazioni).
Fin dalla fase di analisi della domanda di mobilità è infatti emersa chiara la necessità, per la sostenibilità finanziaria dell’infrastruttura, di massimizzarne la capacità trasportistica, creando altresì un vero e proprio sistema di connessioni intermodali col trasporto pubblico e privato.
Obiettivi che la progettazione ha perseguito individuando le fermate in modo che le loro aree di influenza fossero in grado di servire nel modo migliore possibile i principali poli di attrazione dell’utenza, realizzando una corrispondenza adeguata con le stazioni del sistema ferroviario metropolitano (Porta Nuova, Rebaudengo e Zappata) e assicurando un alto livello funzionale per garantire un ottimo livello del servizio.
La linea 2 della metro di Torino si incrocerà con la 1 in corrispondenza di Porta Nuova, in via Nizza. Proseguendo verso sud toccherà il Politecnico e arriverà allo stabilimento FCA di Mirafiori. Dopo la stazione Anselmetti (ora all’interno dello svincolo della tangenziale sud), raggiungerà Orbassano Centro passando attraverso Beinasco Fornaci, Beinasco Centro, Orbassano Centro Ricerche (dove è ipotizzato il nodo di scambio con mezzi pubblici e privati) e Pasta di Rivalta. La fermata del centro storico di Torino sarà realizzata sotto piazza Carlo Alberto. Si raggiungeranno quindi i Giardini Reali, per toccare poi la frequentatissima zona del Campus Einaudi. Nella zona nord, i treni attraverseranno via Bologna e l’ex trincerone, arrivando nei pressi dell’ospedale San Giovanni Bosco e, quindi, giungere alla stazione ferroviaria Rebaudengo. Dal bivio Cimarosa Tabacchi avrà origine la deviazione che, attraverso piazza Sofia, Banca/Bertolla, via Aosta (dove è prevista la stazione di San Mauro Pra Granda) raggiungerà l’area industriale di Pescarito.
Parcheggi di interscambio - con circa mille stalli per vetture ciascuno - saranno realizzati presso le stazioni di Orbassano, Anselmetti e San Mauro Piemonte/Pescarito.
Due le ipotesi di posizionamento per il deposito della nuova linea: una a nord nella zona San Mauro-Pescarito, mentre l’area individuata a sud si trova tra il deposito GTT e il cimitero Parco, ad ovest della stazione Anselmetti.
L’iter per la costruzione della linea 2 proseguirà ora con la convocazione della conferenza dei servizi e l’avvio della procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale.
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