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Cronaca

Va in Questura per riavere 200 euro, 42enne arrestata per tentata estorsione davanti agli agenti

La donna si è presentata in stato di alterazione alcolica, scattano arresto e misure cautelari

Va in Questura

Va in Questura per riavere 200 euro, 42enne arrestata per tentata estorsione davanti agli agenti (foto di repertorio)

È entrata in Questura a Vercelli per denunciare la mancata restituzione di un presunto prestito da 200 euro, ma ne è uscita in stato di arresto. Protagonista una donna di 42 anni, presentatasi lo scorso 4 febbraio agli sportelli in evidente stato di alterazione alcolica, con l’intenzione dichiarata di riavere il denaro da un 78enne del posto.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la donna avrebbe iniziato a inveire contro l’uomo, urlando e minacciando conseguenze pesanti se il denaro non fosse stato restituito. I toni, descritti come particolarmente accesi, hanno indotto il personale di polizia ad allertare l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Poco dopo, in Questura si è presentato anche l’anziano, che si è trovato di fronte la donna mentre questa ribadiva le proprie pretese, sempre alla presenza degli agenti. Le minacce sarebbero proseguite anche davanti ai poliziotti.

Dagli accertamenti è emerso che tra i due vi era un rapporto di conoscenza di lunga data. L’uomo, nel tempo, avrebbe prestato somme di denaro alla donna in maniera spontanea. Negli ultimi mesi, tuttavia, la situazione si sarebbe deteriorata: telefonate insistenti, richieste pressanti e minacce avrebbero trasformato il rapporto in un contesto ben diverso da quello di una semplice amicizia.

Valutati i precedenti specifici a carico della 42enne e la gravità delle frasi pronunciate, gli agenti hanno proceduto all’arresto per tentata estorsione. La donna è stata condotta in carcere.

Al termine dell’udienza di convalida, il tribunale ha disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’applicazione del braccialetto elettronico.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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