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Cronaca
16 Febbraio 2026 - 18:31
Cambiano, incidente fatale tra auto e moto: muore un uomo di 57 anni (immagine di repertorio)
Una rissa violenta esplosa all’improvviso, tra bastoni e spray urticante, ha trasformato la serata di domenica in un caos dentro il centro di prima accoglienza per migranti Casa Chantal di via Martiri della Libertà, a Mathi. Una lite tra bambini è degenerata in pochi minuti in uno scontro tra adulti, con corridoi diventati teatro di urla, spintoni e colpi, fino all’intervento dei carabinieri e del 118. Sette le persone finite in ospedale.
È accaduto lo scorso 15 febbraio 2026. Il bilancio parla di sette feriti, fortunatamente non in condizioni gravi, trasportati dai sanitari del 118 Azienda Zero negli ospedali di Ciriè e Cuorgné, suddivisi in base ai nuclei familiari di appartenenza.
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri della compagnia di Venaria Reale, intervenuti per riportare la calma, nello scontro sarebbero stati utilizzati bastoni e bombolette di spray urticante. È stata invece esclusa la presenza di armi da taglio, ipotesi circolata nelle ore successive sui social ma smentita dagli investigatori. Sono in corso le procedure di identificazione di tutti i partecipanti alla rissa, che verranno denunciati.
A fronteggiarsi, stando alle prime ricostruzioni, sarebbero stati i componenti di due nuclei familiari ospitati nella struttura, uno di origine curda e l’altro tunisina. La scintilla sarebbe scattata per questioni legate ai giochi dei bambini, ma in breve tempo la tensione è salita di livello fino a trasformarsi in uno scontro fisico tra adulti nei corridoi dell’ex RSA, oggi adibita a centro di accoglienza e gestita dalla cooperativa Sanitalia.
L’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito politico sulla presenza della struttura nel centro abitato. A intervenire con parole dure è stato Ferdinando Candusso, referente di Forza Nuova per il territorio del Ciriacese.

«Non posso nascondere la mia preoccupazione. – dice Candusso – Quando una lite tra bambini finisce in rissa tra adulti dentro una struttura già oggetto di forti perplessità, significa che qualcosa — a monte — non ha funzionato. Non si tratta di alimentare paure, ma di guardare la realtà senza filtri. Chi amministra ha il dovere di prevenire, non di rincorrere gli eventi. Il silenzio istituzionale, in questi casi, pesa come un macigno. Le comunità locali non possono essere lasciate sole a gestire situazioni complesse senza un presidio politico e amministrativo chiaro e determinato».
Il movimento chiede all’amministrazione comunale una presa di posizione pubblica e misure concrete sul piano della sicurezza. Nel mirino c’è la destinazione dell’ex Casa Chantal a centro per famiglie richiedenti asilo, una scelta che secondo Forza Nuova avrebbe già mostrato criticità.
«I cittadini di Mathi hanno diritto a vivere tranquilli. Hanno diritto a sapere quali misure concrete intenda adottare il Comune per garantire sicurezza, controllo e prevenzione. Hanno diritto, soprattutto, a non vedere il proprio paese trasformato in un banco di prova permanente», prosegue Candusso, sollecitando «garanzie reali e immediate» dalle autorità competenti.
Sul fronte investigativo, intanto, le verifiche proseguono per ricostruire con precisione l’accaduto e individuare tutte le responsabilità. L’episodio, pur senza conseguenze gravi dal punto di vista sanitario, lascia dietro di sé un clima di forte tensione e una domanda che resta aperta: come prevenire che una lite banale si trasformi, ancora una volta, in violenza.
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