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Cronaca

Valanga in Val Veny travolge sciatori fuoripista: ricerche in corso sotto il Monte Bianco

Distacco nel canale del Ves sopra Courmayeur. Numero dei coinvolti ancora incerto, il Soccorso alpino lavora contro il tempo

Valanga in Val Veny

Valanga in Val Veny travolge sciatori fuoripista: ricerche in corso sotto il Monte Bianco

Un boato improvviso, poi la neve che si spezza e scivola a valle. La mattinata di domenica 15 febbraio, in Val Veny, sopra Courmayeur, è stata segnata dal distacco di una valanga che ha travolto alcuni sciatori impegnati in una discesa fuoripista.

Il fronte si è staccato nel canale del Ves, ai piedi del Monte Bianco, in un’area frequentata da freerider esperti. Le informazioni sono ancora in aggiornamento: al momento non è noto con precisione quante persone siano state coinvolte. Le squadre del Soccorso alpino valdostano sono al lavoro nella zona del distacco, in un intervento che richiede rapidità e massima coordinazione.

Secondo le prime ricostruzioni, il distacco si è verificato in mattinata mentre un gruppo di sciatori stava affrontando il canale in discesa. Il pendio, incassato e tecnico, è noto per la sua bellezza ma anche per la complessità delle condizioni nivologiche, soprattutto dopo le nevicate e i forti venti che nei giorni precedenti hanno interessato l’arco alpino.

In ambienti come il canale del Ves, la combinazione tra neve fresca, accumuli e vento può favorire la formazione di lastroni e strati deboli pronti a cedere sotto il peso di uno sciatore. È un equilibrio delicato, che può rompersi in pochi secondi.

Le operazioni di ricerca seguono un protocollo rigoroso: localizzazione tramite ARTVA, sondaggio del manto nevoso e scavo. Nelle prime fasi, il tempo è un fattore decisivo. I soccorritori stanno lavorando per delimitare l’area interessata e verificare l’eventuale presenza di persone sepolte o in difficoltà.

Val Veny è una delle valli più frequentate del versante italiano del Monte Bianco. In inverno richiama appassionati da tutta Europa, attratti da pendii spettacolari e linee tecniche. Ma è anche un ambiente severo, dove la montagna impone prudenza e competenza.

Il freeride è una disciplina che richiede preparazione, lettura del terreno, conoscenza del bollettino valanghe e attrezzatura adeguata. La libertà della traccia fuori dalle piste battute comporta responsabilità e capacità di valutare quando fermarsi. In giornate apparentemente perfette, con cielo limpido e neve invitante, il rischio può restare nascosto sotto la superficie.

Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali sul bilancio dell’episodio. Le autorità invitano alla cautela nella diffusione di notizie non verificate. Solo al termine delle operazioni sarà possibile avere un quadro chiaro su numero dei coinvolti, condizioni delle persone e dinamica precisa del distacco.

La montagna, oggi, chiede silenzio. Le squadre del Soccorso alpino continuano a operare nell’area del canale del Ves, mentre familiari e amici attendono aggiornamenti. Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’entità dell’accaduto.

Fino ad allora, resta l’immagine di quel boato che rompe la quiete e di un pendio che si mette in movimento. In alta quota bastano pochi istanti per cambiare tutto.

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