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14 Febbraio 2026 - 17:13
È tardi, ma nel centro di Ivrea nessuno sembra avere sonno. Le luci rimbalzano sulle facciate dei palazzi, la musica anni ’80 invade le vie e, all’improvviso, la festa ci travolge. Non è una serata qualunque. È un party a tema “Vacanze di Natale 1983” e i protagonisti sono loro: gli Aranceri Scacchi.
C’è chi indossa la tuta da sci fluo, chi sfoggia una pelliccia vistosa, chi porta occhiali da neve anche se l’unica “discesa” sarà quella verso Piazza Ottinetti. Berretti di lana, doposci, sorrisi. In mezzo a tutto questo, le inconfondibili casacche a scacchi bianco-neri e i pantaloni arancioni riportano la scena al Carnevale.
La musica è un tuffo negli anni Ottanta, la piastra sfrigola, qualcuno gira hamburger e salsicce, i bicchieri di birra si alzano in continuazione. Le risate coprono perfino le casse.
"Siamo gli Scacchi" ci dice un ragazzo, con il foulard arancione ben stretto al collo. "Siamo veramente amici. È una squadra come le altre sì, vero, ma come noi nessuno. Una famiglia, tanta amicizia".
L’atmosfera è travolgente, ma sotto il travestimento e la goliardia c’è una storia solida. La squadra nasce ufficialmente nel 1964, anche se tutto comincia un anno prima, nel 1963, quando un gruppo di compagni di scuola decide di vivere insieme i tre giorni dello Storico Carnevale di Ivrea. All’inizio bastava una tuta da lavoro e uno scudo rotondo disegnato al centro per riconoscersi.

La festa degli Scacchi
La prima piazza di tiro fu via Arduino, una salita impegnativa per carri e tiratori. Poi arrivò la vera svolta: via gli scudi, dentro la casacca bianco-nera. Sedici tiratori, come le pedine della scacchiera, ognuno con un compito preciso. Il nome “Scacchi” nacque così, ispirato ai colori di una celebre squadra calcistica e alla disposizione strategica dei ruoli.
Il simbolo, invece, guarda alla città: una torre arancione che richiama il Castello di Ivrea, con le sue rosse torri che dominano Eporedia dall’alto.
Oggi la zona di tiro è Piazza Ottinetti. Nove primi premi conquistati, fino a 1.400 iscritti negli anni di massima espansione. Numeri importanti, ma qui, tra musica e piastre roventi, sembrano quasi un dettaglio.
La sede è il loro quartier generale, ma questa sera è la strada il vero palcoscenico. Giovani e veterani ballano insieme, si abbracciano, si scattano foto. Qualcuno urla il motto, e in un attimo viene ripetuto in coro: "State allerta siam gli Scacchi!".
Non è solo una festa a tema. È un modo per dirsi che il Carnevale è vicino. Che la battaglia sta arrivando.
E mentre le note anni ’80 continuano a vibrare nell’aria fredda di febbraio, una cosa è chiara: per gli Scacchi l’attesa è già parte della battaglia. Tra amicizia, strategia e spirito di squadra, sono pronti a tornare in piazza.
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