Cerca

Cronaca

Trovato un serpente del grano ferito a Moncalieri: non ce l’ha fatta nonostante le cure

Recuperato dai Carabinieri Forestali e affidato al CANC in gravi condizioni, è morto il giorno dopo. Si cerca la famiglia per chiarire come sia finito in strada

Trovato un serpente

Trovato un serpente del grano ferito a Moncalieri: non ce l’ha fatta nonostante le cure

È stato trovato ferito, debilitato e in condizioni cliniche critiche lungo Strada Genova 216 a Moncalieri, nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio, anche se il recupero risale alla giornata del 12 febbraio 2026. Un serpente del grano, specie non autoctona e tipicamente allevata come animale da compagnia, giaceva a terra in evidente difficoltà quando è scattata la segnalazione.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali di Torino, che hanno provveduto al recupero dell’animale e al successivo trasferimento al CANC, il Centro Animali Non Convenzionali, struttura specializzata nella cura di specie esotiche e selvatiche. Le sue condizioni, fin da subito, sono apparse gravi.

I veterinari hanno riscontrato ferite da predazione, segno probabile di un attacco da parte di altri animali, oltre a disecdisi – un problema legato alla muta della pelle – e una stomatite, infiammazione del cavo orale frequente nei rettili in condizioni di stress o debilitazione. A tutto questo si aggiungeva uno stato di ipotermia, compatibile con l’esposizione prolungata alle basse temperature di questi giorni.

Il serpente del grano, nome scientifico Pantherophis guttatus, è una specie originaria del Nord America e molto diffusa negli allevamenti domestici per il suo carattere generalmente docile e per la relativa facilità di gestione. Non è velenoso e non rappresenta un pericolo per l’uomo. Proprio per questo la sua presenza in strada lascia ipotizzare una fuga da un’abitazione privata o, peggio, un abbandono.

Dopo il recupero, il CANC aveva diffuso un appello invitando la famiglia dell’animale a farsi avanti. «La sua famiglia lo può trovare qui», era stato comunicato, nella speranza che qualcuno potesse riconoscerlo e chiarire le circostanze della sua presenza all’aperto.

Purtroppo, nella giornata di sabato 14 febbraio, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto leggere. Nonostante le cure e i tentativi di stabilizzarlo, il serpente non ce l’ha fatta. Le condizioni cliniche erano troppo compromesse e le ferite riportate non gli hanno lasciato scampo.

La vicenda riporta l’attenzione su un tema che periodicamente torna alla ribalta: la gestione degli animali esotici da compagnia. Se da un lato il serpente del grano è una specie legalmente detenibile e non pericolosa, dall’altro richiede competenze specifiche, ambienti adeguati e attenzioni costanti. Una fuga accidentale, una teca non perfettamente chiusa o una gestione non corretta possono trasformarsi rapidamente in un rischio per l’animale stesso.

L’esposizione al freddo, in particolare, è letale per rettili abituati a temperature controllate. Senza una fonte di calore e in assenza di un ambiente protetto, il metabolismo rallenta drasticamente, portando a uno stato di ipotermia che può diventare irreversibile in poche ore.

Resta ora da capire se qualcuno si presenterà per rivendicarne la proprietà o per fornire elementi utili a ricostruire l’accaduto. In casi simili, le autorità possono avviare accertamenti per verificare eventuali responsabilità legate a detenzione non idonea o abbandono.

Per il serpente trovato a Moncalieri, però, non c’è stato il tempo di tornare a casa. La sua storia si chiude nel giro di due giorni, tra il ritrovamento lungo una strada trafficata e il tentativo, purtroppo vano, di salvarlo in una struttura specializzata.

Un episodio che lascia una riflessione amara: anche gli animali meno “visibili” o meno empatici agli occhi del grande pubblico meritano cure adeguate e responsabilità. E che ricorda come la scelta di tenere un animale esotico non possa essere improvvisata o superficiale.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori