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Favria vola in Bahrein: premio internazionale a Mirella Abbà all’IWEC Award

L’allevatrice di Cascina Impero e responsabile provinciale di Coldiretti Donne Impresa Torino riceve a Manama il riconoscimento internazionale dedicato alle imprenditrici con aziende in crescita. Un premio che valorizza allevamento, innovazione e sostenibilità

Favria vola in Bahrein: Mirella Abbà premiata con l’IWEC Award

Favria vola in Bahrein: Mirella Abbà premiata con l’IWEC Award

La responsabile provinciale di Coldiretti Donne Impresa Torino, l’allevatrice canavesana Mirella Abbà, è stata premiata a Manama, capitale del Bahrein, con l’IWEC Conference Award, uno dei riconoscimenti internazionali più significativi dedicati all’imprenditoria femminile. Non un premio simbolico, ma un attestato che arriva da una rete globale che seleziona imprenditrici con aziende solide, in crescita e capaci di competere sui mercati internazionali.

L’IWEC – International Women’s Entrepreneurial Challenge Foundation è una fondazione internazionale senza fini di lucro che collega imprenditrici affermate attraverso il lavoro delle Camere di commercio e delle organizzazioni imprenditoriali femminili di diversi Paesi. L’obiettivo è chiaro: costruire una comunità mondiale di titolari di imprese di successo, favorendo relazioni commerciali, visibilità e opportunità di espansione. Partner italiano è la Camera di Commercio di Torino, che partecipa alla selezione delle candidate.

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Ogni anno i partner IWEC – Camere di commercio, associazioni di categoria e realtà imprenditoriali – individuano imprenditrici che abbiano la maggioranza nell’impresa e un fatturato in crescita costante. Non basta “fare impresa”: occorre dimostrare capacità manageriale, solidità economica e prospettiva di sviluppo. Le premiate entrano poi nella rete internazionale IWEC, vengono promosse attraverso newsletter, post e re-posting sui canali ufficiali, coinvolte in attività di networking e invitate a eventi a livello locale, nazionale e internazionale. In altre parole: un trampolino di visibilità sui mercati globali.

In questo contesto, la storia di Mirella Abbà ha convinto la commissione internazionale. Trentotto anni – oggi 39 – conduce a Favria, in Canavese, l’azienda agricola di famiglia “Cascina Impero” insieme al fratello Enrico, al padre Flavio e alla madre Maurilia. Un’azienda zootecnica che alleva bovine di razza Frisona per la produzione di latte e che negli ultimi anni ha compiuto una scelta strategica precisa: investire in sostenibilità e innovazione.

Dal 2022, accanto alla stalla, è attivo un impianto di produzione energetica da biogas che consente di trasformare i reflui zootecnici in energia elettrica e fertilizzante naturale. Un modello circolare che riduce l’impatto ambientale, valorizza gli scarti e rafforza l’autonomia energetica dell’azienda. Allevamento, produzione di latte, energia rinnovabile: un sistema integrato che racconta un’agricoltura moderna, capace di stare sul mercato senza rinunciare alla responsabilità verso territorio e animali.

Non è un caso che, oltre al ruolo imprenditoriale, Abbà sia stata scelta come delegata provinciale di Coldiretti Donne Impresa Torino, incarico che ricopre dal 2023. Un ruolo politico-sindacale che la vede impegnata nella rappresentanza delle imprenditrici agricole, nella promozione del lavoro femminile in agricoltura e nella difesa del valore del cibo prodotto in Italia. Più volte ha sottolineato il peso crescente delle donne nella gestione delle aziende agricole, non solo nella produzione ma anche nell’innovazione, nella sostenibilità e nella pianificazione strategica.

«Il conferimento del premio IWEC Conference Award mi riempie di orgoglio come imprenditrice ma soprattutto come allevatrice. Un premio che riconosce il valore dell’allevamento e l’importanza di produrre il cibo. Un’attività dal valore universale che ci impone un forte senso di responsabilità verso la qualità del nostro prodotto ma anche verso la terra e gli animali che ci danno tutti i giorni quegli alimenti che sono la fonte del nostro reddito», commenta Mirella Abbà.

Parole che non suonano di circostanza. Perché in un tempo in cui l’allevamento è spesso al centro di polemiche, restrizioni e dibattiti ideologici, un riconoscimento internazionale che valorizza proprio un’azienda zootecnica italiana assume un significato particolare. Significa riconoscere che esiste un allevamento che investe, che innova, che produce energia pulita, che cresce economicamente e che crea lavoro.

Il premio consegnato a Manama porta così il nome di Favria e del Canavese in una rete globale di imprenditrici. Non è soltanto una medaglia personale: è il segno che anche un’azienda agricola radicata in un territorio può parlare il linguaggio dell’internazionalizzazione, della sostenibilità e della competitività.

E, forse, è anche la dimostrazione che l’agricoltura piemontese – quando coniuga tradizione familiare e visione industriale – non ha nulla da invidiare a modelli imprenditoriali ben più celebrati.

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