AGGIORNAMENTI
La serata si è trasformata in pochi minuti in un’escalation di violenza. Urla, sedie rovesciate, pugni sferrati davanti agli altri avventori. Poi l’arrivo delle volanti, il confronto con gli agenti e l’uso del taser per bloccare l’uomo che, secondo la ricostruzione della polizia, aveva perso il controllo.
È finito in carcere a Verbania un quarantenne di origini dominicane, arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di droga ai fini di spaccio. L’intervento è scattato in un locale di Intra, dopo la segnalazione di una persona aggressiva e violenta.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto, la situazione era già degenerata. L’uomo avrebbe colpito con pugni e schiaffi due persone presenti nel locale, scatenando momenti di tensione e paura tra i clienti. Non solo. Alla vista della polizia, avrebbe reagito con ulteriore violenza, arrivando a scagliare una sedia contro gli operatori.
Una scena concitata, in uno spazio ristretto, con il rischio concreto che la situazione potesse ulteriormente aggravarsi. Per fermarlo è stato necessario ricorrere al taser, lo strumento a impulsi elettrici in dotazione alle forze dell’ordine per neutralizzare soggetti particolarmente aggressivi senza ricorrere ad armi da fuoco.
Dopo l’immobilizzazione, l’uomo è stato condotto in questura. Ma l’episodio nel locale non era che l’inizio. Gli accertamenti sono proseguiti con una perquisizione domiciliare, nel corso della quale gli agenti hanno rinvenuto 50 grammi di cocaina. Un quantitativo che ha fatto scattare l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
L’arresto è stato convalidato e il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Le accuse restano pesanti: da un lato la violenza esercitata nel locale, dall’altro il possesso della sostanza stupefacente.
L’episodio riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi pubblici e dell’utilizzo del taser nelle operazioni di polizia. In questo caso, secondo quanto ricostruito, lo strumento è stato impiegato per contenere una situazione definita ad alto rischio, evitando che la furia dell’uomo potesse causare conseguenze più gravi per gli avventori o per gli stessi agenti.
Resta ora il fronte giudiziario. Sarà il processo a chiarire nel dettaglio le responsabilità e a definire il quadro definitivo delle accuse. Intanto, per il quarantenne, si sono aperte le porte del carcere di Verbania. Una serata nata come tante, finita con un arresto e con un intervento che ha richiesto l’uso della forza per riportare la calma.

Edicola
Shop


