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13 Febbraio 2026 - 19:32
È sera a Ivrea. Le vie acciottolate del centro restituiscono il rumore dei passi e l’aria sa già di attesa e arance. In Piazza di Città un uomo è piegato sull’asfalto, pennello alla mano, intento a tracciare con cura uno stemma inconfondibile: un picche nero che prende forma sotto la luce dei lampioni. È il simbolo dell’Asso di Picche, e sembra quasi un sigillo posato sul cuore della città.
Ci avviciniamo, scambiamo due parole, e in un attimo compare il presidente, Corrado Bonesoli. Stringe mani, sorride, osserva il lavoro con soddisfazione. "Aspettiamo solo l’evento, il clou" dice, con quella calma carica di energia che precede i grandi momenti.
Camminiamo insieme a lui tra le strade di Ivrea. Racconta del lavoro silenzioso che dura tutto l’anno, delle riunioni, dei progetti, della sede ristrutturata tre anni fa e diventata punto di riferimento per centinaia di aranceri. Parla di una squadra che negli anni si è trasformata, arricchendosi sempre più di giovani, di nuove idee, di entusiasmo fresco.
Poi eccoci davanti alla porta. Si apre, il rosso e il blu dominano la scena. Le casacche rosse, i pantaloni rosso-blu, i foulard neri appesi con ordine. Lo stemma dell’asso di picche campeggia ovunque.
Una ragazza ci accoglie con il loro jingle: "Alè Picche alè!" Ride, e subito l’atmosfera si scalda.
In un angolo, due giovani arancere raccontano con orgoglio: "Quest’anno siamo mille iscritti. È un trend che raggiungiamo sempre, ma quest’anno l’abbiamo toccato molto velocemente. Tanti giovani, tanti nuovi iscritti".
Poco distante, un’altra ragazza aggiunge, con gli occhi che brillano: "Quando entri in piazza e capisci che sta per arrivare il primo carro… lo senti. Sai che sta per accadere qualcosa di grande. È un’emozione unica che ci accompagna da anni, abbiamo iniziato da bambine. La squadra è una famiglia per noi, una seconda casa. Qui siamo cresciute".

Il presidente Corrado Bonesoli
Fondata nel 1947 da un gruppo di ragazzi legati all’Ivrea Calcio, l’Asso di Picche è la squadra più antica degli aranceri a piedi dello Storico Carnevale di Ivrea.
In quell’immediato dopoguerra, tra l’Ivrea operaia e quella della Olivetti, nacque l’idea di dare una forma organizzata alla battaglia. Nel 1949 arrivò il riconoscimento ufficiale: da allora, le Picche combattono in Piazza di Città rappresentando il popolo in rivolta. Diciotto primi premi conquistati, uno stemma disegnato nel 1947 da Gino Pasteris, e un motto che suona come una promessa: “… e la storia continua!”.
Corrado ascolta le ragazze parlare, e con un sorriso ci spiega come loro rappresentino il "presente". E il presente, per lui, sono proprio quei volti giovani.
La sede nuova, rinnovata, è il segno tangibile di una squadra che investe sul futuro senza dimenticare le radici. Qui la tradizione non è un ricordo da esibire, ma qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, tra imbandieramenti, gadget, riunioni e sogni condivisi.
Quando usciamo, il picche nero in Piazza di Città è ormai completo. Sotto le luci della sera sembra quasi pulsare. Ivrea aspetta la battaglia. Gli Asso di Picche sono pronti, con il loro rosso acceso e la loro storia lunga ottant’anni.
E mentre il presidente saluta con un sorriso, una cosa è certa: la storia continua.
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