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Cronaca

Operai in nero e cantiere senza patente a crediti: sospesi i lavori a Collegno

Controllo dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro: cinque lavoratori irregolari su sei, gravi carenze di sicurezza e 63mila euro di sanzioni

Operai in nero e cantiere

Operai in nero e cantiere senza patente a crediti: sospesi i lavori a Collegno

Cinque operai su sei non in regola, ponteggi non conformi e impianti elettrici improvvisati. È il quadro emerso l’11 febbraio in un cantiere edile per lavori di ristrutturazione immobiliare a Collegno, alle porte di Torino, durante un controllo dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro insieme ai militari della Stazione locale.

Nel cantiere erano presenti sei lavoratori, tutti dipendenti di due diverse società. Di questi, cinque sono risultati irregolari. Una situazione che ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti anche sotto il profilo documentale e tecnico.

Gli ispettori hanno riscontrato l’assenza della patente a crediti, il nuovo requisito obbligatorio per operare nel settore dell’edilizia, introdotto per rafforzare il sistema di qualificazione delle imprese e contrastare il lavoro irregolare. Mancavano inoltre i piani operativi di sicurezza, le visite mediche previste per i lavoratori e i corsi di formazione obbligatori.

Dal punto di vista tecnico le irregolarità sono risultate altrettanto rilevanti. I ponteggi a torre non erano a norma, in violazione dell’articolo 140 del decreto legislativo 81/2008. L’impianto elettrico utilizzato nel cantiere è stato giudicato non conforme: collegamenti realizzati con fili provvisori tra le attrezzature di lavoro e assenza delle necessarie condizioni di sicurezza, come previsto dall’articolo 80 dello stesso decreto. Sono state inoltre rilevate criticità legate all’organizzazione e alla sicurezza generale dei luoghi di lavoro, in violazione dell’articolo 96.

Le carenze riscontrate non si limitano a irregolarità formali. In un settore come quello dell’edilizia, dove gli infortuni gravi e mortali continuano a rappresentare una delle principali emergenze sul fronte della sicurezza sul lavoro, la mancanza di formazione, di controlli sanitari e di dispositivi adeguati espone i lavoratori a rischi concreti.

Al termine dell’ispezione, i due titolari delle società coinvolte e il committente dei lavori sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per un importo complessivo di 63.000 euro. Il cantiere è stato sospeso fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e alla regolarizzazione delle posizioni lavorative.

L’intervento rientra nell’attività di vigilanza rafforzata avviata negli ultimi mesi sul territorio torinese, con particolare attenzione ai cantieri di piccole e medie dimensioni, spesso meno strutturati dal punto di vista organizzativo ma non per questo esentati dagli obblighi normativi.

La sospensione dell’attività rappresenta una misura immediata e incisiva, volta a impedire la prosecuzione dei lavori in condizioni ritenute non sicure. Per poter riaprire, le imprese dovranno dimostrare di aver sanato tutte le irregolarità contestate.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per i soggetti coinvolti vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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