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Cronaca

Caluso piange Barbara Gnavi: un malore la porta via a 52 anni

Commerciante stimata e grande appassionata di cavalli, viveva in Val d’Ayas ma aveva mantenuto un legame profondo con il suo paese d’origine

Caluso piange Barbara Gnavi

Caluso piange Barbara Gnavi: un malore la porta via a 52 anni

Un malore improvviso, venerdì scorso, ha spezzato la vita di Barbara Gnavi, 52 anni, volto conosciuto e stimato a Caluso, dove era nata e cresciuta prima di trasferirsi, una quindicina di anni fa, in Val d’Ayas, nella frazione di Magnechoulaz, insieme al marito David Biadene. Una notizia che si è diffusa rapidamente tra il Canavese e la Valle d’Aosta, lasciando sgomenti amici, conoscenti e tanti ex clienti che avevano imparato ad apprezzarne il carattere e la professionalità.

Nonostante da tempo vivesse a Champoluc, la famiglia ha scelto di riportarla nel suo paese d’origine per l’ultimo saluto. I funerali si sono tenuti oggi, mercoledì alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di Caluso. Il corteo funebre è partito dalla casa di via Martiri d’Italia, l’abitazione in cui Barbara aveva vissuto con i genitori, Benedetto “Dede” Gnavi, già agente della polizia locale, e Angela Salvetti. Dopo la celebrazione, officiata dal parroco don Loris, il feretro ha proseguito verso il cimitero di Caluso, dove sarà tumulata nella tomba di famiglia.

Nei giorni scorsi si sono svolti due momenti di preghiera: un rosario a Champoluc, dove Barbara aveva costruito la sua nuova vita, e uno a Caluso, segno di un legame mai interrotto con la comunità che l’aveva vista crescere.

Barbara era conosciuta soprattutto per la sua attività nel commercio. Dopo il diploma aveva iniziato a lavorare nel negozio di ortofrutta del cognato, per poi mettersi in proprio aprendo un negozio di alimentari in via Vittorio Veneto, nel cuore del rione Riva. Un’attività di cui parlava con orgoglio, sempre attenta alla qualità dei prodotti e alla valorizzazione delle specialità del territorio. Il negozio era diventato nel tempo un punto di riferimento per il quartiere, non solo per la spesa quotidiana ma anche per uno scambio di parole e sorrisi.

Qualche anno dopo aveva deciso di lasciare l’attività per seguire e sostenere il marito nel trasferimento in Valle d’Aosta. Un cambiamento importante, affrontato con determinazione, come era nel suo stile.

Accanto al lavoro, però, c’era una passione che l’accompagnava da sempre: i cavalli. Barbara dedicava gran parte del suo tempo libero all’equitazione. Frequentava il maneggio Old Ranch Ferrero nella frazione Pogliani di Chivasso, dove praticava la monta americana e partecipava anche a competizioni. Anche dopo il trasferimento a Champoluc aveva continuato a coltivare questo interesse, condividendolo con entusiasmo con i nipoti Nicolò e Bianca, ai quali aveva trasmesso l’amore per gli animali e per la vita all’aria aperta.

Non solo cavalli. Barbara nutriva un affetto profondo anche per i cani, tanto che la famiglia ha chiesto, per chi desiderasse ricordarla, di fare un’offerta al canile di Caluso anziché acquistare fiori. Un gesto che racconta meglio di tante parole la sensibilità e l’attenzione che aveva per gli animali.

Il suo carattere era descritto da chi la conosceva come deciso ma sempre generoso, capace di farsi voler bene per la schiettezza e l’energia che metteva in ogni cosa. Non a caso, alla notizia della sua scomparsa, sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio. L’Ordine delle Ninfe Albaluce, di cui fa parte la sorella Daniela, ha espresso vicinanza alla famiglia, così come il direttivo del rione Riva, che ha ricordato la partecipazione attiva di Barbara nell’organizzazione delle iniziative di quartiere.

La sua morte improvvisa lascia un vuoto profondo in due comunità: quella di Caluso, dove aveva le radici, e quella di Champoluc, dove aveva scelto di vivere negli ultimi anni. Due luoghi diversi, uniti oggi dal dolore per una donna che aveva saputo costruire relazioni sincere e durature.

Oggi pomeriggio si è tenuto l'ultimo soluto, nella sua chiesa, e Caluso si è stretta attorno alla famiglia per l’ultimo saluto. Un momento di raccoglimento per ricordare una donna che ha saputo lasciare il segno, con il lavoro, le passioni e un modo di essere che in molti continueranno a custodire nella memoria.

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