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12 Febbraio 2026 - 09:35
Giada Geraci, lutto cittadino: la città ricorda la maestra che fece nascere il Consiglio comunale dei ragazzi
Chivasso si ferma venerdì 13 febbraio. Il sindaco Claudio Castello ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Giada Geraci, l’insegnante di 41 anni scomparsa il 6 febbraio dopo un malore improvviso a scuola. Il decreto è il numero 1 del 2026. Un atto formale, sì. Ma prima ancora un gesto politico e umano che riconosce ciò che questa donna ha lasciato alla città.
Le bandiere saranno a mezz’asta sugli edifici comunali. Le manifestazioni pubbliche organizzate o patrocinate dal Comune saranno sospese durante le esequie. L’invito è rivolto a tutti: cittadini, scuole, associazioni, commercianti. Fermarsi. Raccogliersi. Ricordare.
Ma il lutto cittadino non arriva solo per la tragedia di una morte prematura. Arriva per quello che Giada Geraci ha costruito in vita. Per il contributo concreto, appassionato, determinante che ha dato alla nascita e alla crescita del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi. Un progetto che a Chivasso non è stato una vetrina, ma un laboratorio di cittadinanza. E lei ci ha creduto. Davvero.
In un tempo in cui si parla di partecipazione solo nei convegni, Giada la insegnava in classe. Ai bambini spiegava che la parola conta, che il voto è responsabilità, che la comunità non è un concetto astratto ma un luogo da abitare con rispetto. Il Consiglio dei ragazzi non era un gioco. Era esercizio di democrazia. E lei è stata tra coloro che lo hanno accompagnato, sostenuto, fatto crescere.
“In segno di rispetto e per permettere a colleghi, genitori e alunni di onorare la memoria di un’insegnante che, per circa 15 anni, ha dedicato la sua vita e la sua professionalità alla formazione dei bambini della nostra città. Giada non è stata solo un’insegnante, ma un pilastro educativo che ha accompagnato intere generazioni nel loro percorso di crescita, trasmettendo con dedizione, amore e competenza i valori civici che rendono orgogliosa la nostra comunità”, hanno scritto dal Comprensivo Dasso chiedendo il lutto cittadino.
Parole pesanti. Non di circostanza.

Giada Geraci insegnava italiano alla primaria “Alessandro Dasso”. Originaria della Sicilia, viveva in frazione Torassi con il marito e il figlio. Era una presenza discreta, mai sopra le righe. Chi l’ha conosciuta parla di una maestra capace di farsi ascoltare senza alzare la voce. Di quelle che restano nella memoria anche quando si diventa adulti.
Si è sentita male proprio lì, tra i suoi alunni. I soccorsi, la corsa alle Molinette. Poi la notizia che nessuno voleva sentire. Da quel momento le aule si sono riempite di silenzi difficili da spiegare ai bambini. Perché come si racconta l’assenza a chi ha ancora bisogno di credere che i maestri siano per sempre?
Il funerale sarà celebrato venerdì 13 febbraio alle 15.30 nel Duomo, la Collegiata di Santa Maria Assunta. Questa sera, alle 19.45, una Santa Messa di suffragio. Poi l’ultimo saluto, e la tumulazione nel cimitero cittadino.
Il lutto cittadino non restituisce una madre a suo figlio. Non restituisce una moglie, una collega, un’amica. Ma dice qualcosa di preciso: che la scuola non è un servizio tra gli altri. È il luogo dove si costruisce la coscienza civile di una comunità. E quando chi la vive ogni giorno semina partecipazione, senso delle istituzioni, amore per la cosa pubblica, quella semina diventa patrimonio di tutti.
Giada Geraci ha insegnato l’italiano. Ma soprattutto ha insegnato a stare insieme. A scegliere. A rispettare le regole non per paura, ma per convinzione. È questo che oggi Chivasso piange. Ed è questo che venerdì, nel silenzio delle bandiere a mezz’asta, la città promette di non dimenticare.
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