Un simbolo identitario, sottratto negli anni ’80 e riemerso a distanza di decenni sul mercato digitale, torna finalmente a casa. Il 12 febbraio 2026, a Roma, nella Caserma “La Marmora”, sede dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) hanno restituito un labaro storico celebrativo della Prima Guerra Mondiale, appartenente al Corpo dei Bersaglieri e rubato dalla sede della Sezione di Pinerolo.
La cerimonia si è svolta alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Massimo Mennitti, comandante del Comando Unità Mobili e Specializzate dei Carabinieri, e del Generale di Brigata Antonio Petti, comandante dei Carabinieri TPC. Il labaro è stato consegnato al Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito (in ausiliaria) Giuseppenicola Tota, presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri. Presente anche una delegazione dell’Associazione dei Bersaglieri di Torino, dove il cimelio sarà custodito dopo il rientro in Piemonte.
Il recupero è frutto di un’indagine condotta dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze. Il labaro era stato individuato in vendita su una piattaforma di e-commerce e riconosciuto dagli appartenenti all’Associazione. Il bene è stato sequestrato a un cittadino fiorentino, collezionista di oggetti militari.

Il cimelio, conservato nella sua originale cassa contenitrice in legno, presenta lo stemma ricamato dei Bersaglieri e quello della città di Pinerolo, oltre alla dicitura “Associazione Nazionale Bersaglieri – Sezione ‘F. Rolando’ – Pinerolo”. La sezione, chiusa negli anni ’80, era intitolata al Maggiore Francesco Rolando, medaglia d’oro al valor militare.
Il labaro è impreziosito dalle riproduzioni di sette medaglie — una d’oro, quattro d’argento e due di bronzo — attribuite ai Bersaglieri del territorio pinerolese distintisi durante il primo conflitto mondiale. Sul retro campeggia il tricolore italiano, elemento che rafforza il valore commemorativo e simbolico del manufatto.
Sulla base degli elementi raccolti e del riconoscimento ufficiale da parte del presidente dell’Associazione, la Procura di Firenze ha disposto la restituzione del bene all’ente legittimo proprietario. L’operazione conferma l’attività costante dei Carabinieri TPC nel contrasto al traffico illecito di beni culturali, anche attraverso il monitoraggio sistematico dei canali di vendita online.
Il rientro del labaro in Piemonte rappresenta un recupero di forte valore storico e identitario per un territorio, quello pinerolese e piemontese, che vanta una lunga tradizione militare legata al Corpo dei Bersaglieri. Dopo oltre quarant’anni, uno stendardo sottratto alla memoria collettiva torna a essere patrimonio condiviso.