Una serie di danneggiamenti e furti su auto in sosta che, a inizio anno, aveva alimentato preoccupazione tra i residenti di Verbania trova ora un presunto responsabile. I Carabinieri della Stazione di Verbania hanno denunciato un 50enne, residente in città e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto gravemente indiziato di essere l’autore di più episodi avvenuti tra via San Bernardino e piazza Città Gemellate. A orientare in modo decisivo le indagini sarebbe stato un dettaglio ripreso dalle telecamere di videosorveglianza: una giacca dal design particolarmente riconoscibile.
Il primo episodio risale alla notte del 4 gennaio, quando intorno alla mezzanotte una chiamata al 112 segnalava la presenza di un uomo armato di martello nel parcheggio sotterraneo di via San Bernardino. Una pattuglia del Radiomobile è intervenuta rapidamente, ma l’uomo si era già allontanato. Il sopralluogo ha però restituito un quadro chiaro: otto autovetture con i finestrini infranti e gli interni rovistati. La refurtiva, secondo quanto ricostruito, consisteva in oggetti di uso comune — un telecomando per cancelli, palloni da calcio, CD musicali, un libretto di manutenzione e perfino un martello — beni dal valore economico contenuto ma con conseguenze concrete per i proprietari, chiamati a sostenere i costi delle riparazioni.
Pochi giorni dopo, il 7 gennaio, nella stessa area è stato denunciato un nuovo episodio: il taglio di tutti e quattro gli pneumatici di un’auto parcheggiata nei pressi di piazza Città Gemellate. Un gesto che ha riacceso l’allarme nel quartiere e spinto gli investigatori ad approfondire il collegamento tra i fatti.
L’analisi delle immagini di videosorveglianza, incrociata con i riscontri raccolti sul territorio, ha consentito di isolare un elemento ricorrente: la giacca indossata dall’uomo ripreso in azione, caratterizzata da tratti estetici ritenuti dagli investigatori distintivi. Da quel dettaglio, i militari sono risaliti all’identità del 50enne, su cui gravano ora indizi ritenuti consistenti sia per i danneggiamenti del 4 gennaio sia per il successivo episodio del 7.
All’uomo sono contestati i reati di furto aggravato e danneggiamento. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare gli atti raccolti. Resta il dato oggettivo di una sequenza di episodi ravvicinati che aveva inciso sulla percezione di sicurezza in un’area frequentata e densamente abitata.
La vicenda conferma il ruolo centrale delle segnalazioni tempestive al numero di emergenza e l’importanza dei sistemi di videosorveglianza nella ricostruzione dei fatti. In questo caso, un particolare apparentemente secondario si è rivelato decisivo per indirizzare le indagini e ricomporre un quadro che aveva lasciato sul territorio danni materiali e un diffuso senso di vulnerabilità.