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Cronaca

15enne fugge di casa e accusa la famiglia: "Mi picchiano e mi costringono a rubare". Ora è in comunità a Chivasso

Si ribella a 15 anni e scappa: denuncia maltrattamenti e presunte imposizioni a rubare, indagati padre, matrigna e fratello

15enne fugge di casa

15enne fugge di casa e accusa la famiglia: "Mi picchiano e mi costringono a rubare". Ora è in comunità a Chivasso

Si è ribellata a 15 anni. Ha aspettato che in casa non ci fosse nessuno, ha aperto la porta ed è uscita senza voltarsi indietro. Non per un capriccio, non per una lite passeggera. Ma per dire basta. La sua fuga, avvenuta in un piccolo comune della provincia di Vercelli, è diventata un’inchiesta per maltrattamenti in famiglia e ha portato all’apertura di un fascicolo che ora coinvolge il padre, la matrigna e il fratello maggiore.

La ragazza, che chiameremo Sonia, nome di fantasia, è di origine slava. Secondo quanto riportato da La Stampa, avrebbe raccontato ai carabinieri una storia fatta di botte, minacce e costrizioni. «A casa mi picchiano e, da quando sono piccola, la compagna di mio papà mi costringe a rubare nei supermercati tra le provincie di Vercelli e Torino. Non voglio più tornare da loro», avrebbe dichiarato.

Parole pesanti, che hanno cambiato il corso di una serata qualunque. Sonia si è rifugiata proprio in uno dei luoghi che, secondo la sua denuncia, sarebbero stati teatro dei piccoli furti imposti dalla matrigna: il supermercato del paese. Si aggirava tra gli scaffali, visibilmente scossa. Le commesse si sono accorte che qualcosa non andava. Hanno chiamato il 118 e i carabinieri.

Ai militari, mentre veniva assistita dai sanitari, la quindicenne ha raccontato di essere stata appena aggredita dal padre e dal fratello maggiore. E di essere riuscita a scappare approfittando della loro assenza. Non un episodio isolato, ma l’ultimo anello di una catena che, sempre secondo il suo racconto, sarebbe iniziata «già dalla tenera età». Un’espressione che restituisce la misura di una presunta abitudine radicata: usarla per piccoli furti perché minorenne, quindi meno esposta a conseguenze penali.

L’inchiesta è stata aperta dalla Procura di Vercelli, con il pubblico ministero Francesco Condomitti, sotto il coordinamento della procuratrice capo Ilaria Calò. Il padre, 35 anni, originario della Croazia ma con cittadinanza italiana, e la matrigna, 36 anni, nata in Serbia, risultano indagati per maltrattamenti. Per il padre si ipotizza anche il reato di lesioni aggravate. Coinvolto anche il fratello maggiore, la cui posizione è ora al vaglio della Procura per i Minorenni di Torino.

Nel fascicolo, secondo quanto emerge, sarebbero confluiti episodi di violenza fisica e psicologica: schiaffi, pugni, insulti legati anche al modo di vestirsi, controlli continui del cellulare. La ragazza avrebbe riferito di minacce di morte e di oggetti puntati contro di lei. In un caso, sarebbe stata ferita a una coscia con un cacciavite. In altre occasioni, sempre stando alla sua versione, padre, matrigna e fratello le avrebbero stretto le mani al collo.

La difesa dei genitori respinge le accuse e sostiene che non ci sarebbero state minacce né violenze, ma rimproveri legati al rendimento scolastico e alla gestione del cellulare, controllato per timore di cattive frequentazioni o abuso dei social. Sarà ora l’autorità giudiziaria a dover accertare la verità.

Passaggio chiave sarà l’incidente probatorio, durante il quale la ragazza verrà ascoltata in un contesto protetto. Il tribunale di Vercelli ha nominato come perito la dottoressa Simona Ramella Paia, chiamata a valutare la capacità della giovane di testimoniare e l’attendibilità del suo racconto.

Da quella sera Sonia non è più tornata a casa, nonostante la denuncia di scomparsa presentata dai genitori. Si trova ora in una comunità protetta ed è stata presa in carico dai servizi sociali del Ciss di Chivasso, nel Torinese. Qui resterà almeno fino a quando non sarà chiarito il contesto familiare e non verranno adottate eventuali misure definitive.

Il caso si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il crescente numero di adolescenti allontanati dalle famiglie per maltrattamenti, abbandono o incapacità genitoriale. Solo nel territorio seguito dal Ciss di Chivasso, risultano attualmente sotto tutela decine di ragazzi tra i 12 e i 18 anni.

La storia di Sonia, ora al centro di un’indagine penale e di un procedimento civile davanti al tribunale per i Minorenni, è ancora tutta da verificare nei suoi dettagli. Ma resta un dato che non può essere ignorato: una ragazza di 15 anni ha scelto di uscire di casa e chiedere aiuto. Un gesto che segna una rottura netta e che ora affida alla giustizia il compito di stabilire cosa sia davvero accaduto tra le mura di quell’abitazione.

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