In un contesto internazionale attraversato da conflitti, tensioni geopolitiche e crescenti frammentazioni, la cooperazione decentrata torna a interrogarsi sulle proprie radici. La risposta che emerge dal territorio torinese è chiara: ripartire dalle comunità locali e valorizzare il ruolo delle diaspore come ponte tra dimensione locale e globale.
È stato questo il filo conduttore dell’incontro “Cooperazione decentrata e Diaspore. Territori a confronto”, ospitato nella Sala panoramica della Città metropolitana di Torino e promosso da Codiasco – Coordinamento delle Diaspore per la cooperazione, nell’ambito dell’accordo-quadro di partenariato approvato nel 2025. Un momento di confronto che ha riunito amministratori, rappresentanti delle comunità straniere e operatori della cooperazione internazionale.
Con il termine diaspore si fa riferimento alle associazioni e alle comunità di cittadine e cittadini che mantengono legami attivi con i Paesi di origine. Una doppia appartenenza che, se strutturata e sostenuta, può trasformarsi in un fattore strategico per costruire relazioni stabili tra territori, facilitare progetti di sviluppo e favorire un approccio di co-sviluppo fondato sulla reciprocità.
Nel suo intervento, il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha ribadito il ruolo di raccordo dell’ente rispetto ai 312 Comuni del territorio. «La Città metropolitana ha un rapporto forte con i 312 Comuni del territorio, molti dei quali, soprattutto i più piccoli, sono assorbiti dalle emergenze quotidiane e fanno fatica ad aprirsi a una dimensione internazionale. Per questo ci candidiamo a essere un ponte tra i Comuni e il Coordinamento delle Diaspore, per rafforzare la cooperazione partendo dal territorio. In un mondo che sembra sempre più difficile, bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire dalle comunità locali», ha affermato.
Suppo ha richiamato anche la tradizione torinese nella costruzione di un ecosistema sociale aperto e accogliente. «La capacità di fare comunità e di accogliere è ciò che ha reso Torino attrattiva. Se non manteniamo vivo questo senso di comunità, rischiamo di perdere una parte fondamentale della nostra forza», ha aggiunto, sottolineando come inclusione e cooperazione siano dimensioni strettamente connesse.
Il presidente di Codiasco, Ming Chen, ha ripercorso la nascita del Coordinamento nel 2021, evidenziando il valore delle competenze e delle relazioni dirette che le diaspore possono mettere a disposizione. La cooperazione, ha ricordato, non è soltanto un dialogo tra Stati, ma prende forma nei territori, dove le comunità migranti possono svolgere una funzione di collegamento concreta tra amministrazioni locali e Paesi partner.
Al centro del confronto anche i risultati dell’indagine 2025 presentata da Andrea Stocchiero, coordinatore di ricerca del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI). Lo studio analizza il rapporto tra autonomie locali e diaspore, evidenziando criticità e potenzialità. Tra i nodi emersi figurano la frammentazione del mondo associativo, le difficoltà nella gestione e rendicontazione dei progetti finanziati con risorse pubbliche, l’accesso complesso ai bandi e la necessità di percorsi di accompagnamento e formazione strutturati.
Accanto a queste criticità, la ricerca riconosce però un valore strategico alle diaspore. Le associazioni facilitano l’analisi dei bisogni nei Paesi di origine, favoriscono la costruzione di partenariati tra enti locali e contribuiscono a sviluppare progetti più aderenti ai contesti reali, rafforzando la dimensione territoriale della cooperazione.
Nel panorama nazionale, il Piemonte viene indicato come una delle esperienze più strutturate. La presenza di numerose associazioni attive, la rete Co.Dias.Co Piemonte e il progressivo inserimento delle diaspore nelle politiche regionali, anche in ambito di educazione alla cittadinanza globale, rappresentano elementi di consolidamento di un modello che punta a integrare inclusione, sviluppo e relazioni internazionali.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Paulo Correia, segretario di Codiasco, Ana Ciuban, esperta in processi migratori e cooperazione internazionale, e Iliana Joseph, consigliera comunale di Settimo Torinese, insieme a numerosi rappresentanti delle comunità presenti nell’area metropolitana.
Nelle conclusioni, Suppo ha ribadito il dialogo costante con la Regione Piemonte sulle politiche di cooperazione internazionale e l’impegno a mantenere relazioni continuative con le rappresentanze delle comunità straniere, promuovendo progetti condivisi e iniziative di scala locale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare un sistema territoriale capace di tenere insieme inclusione, sviluppo sostenibile e relazioni internazionali, partendo dalle competenze e dalle energie già presenti nelle comunità.