AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
04 Febbraio 2026 - 09:39
Torino, abusi su un 15enne durante una festa di Halloween: giudizio immediato per i tre minorenni
Il Tribunale per i minorenni di Torino ha disposto il giudizio immediato per i tre adolescenti accusati di aver trasformato la notte di Halloween in un incubo durato ore per un coetaneo di 15 anni. La decisione è stata presa dalla gip Maria Grazia Devietti Goggia, che ha accolto la richiesta della procuratrice per i minorenni Emma Avezzù: il processo partirà senza passare per l’udienza preliminare, segno che il quadro probatorio appare agli inquirenti solido e schiacciante.
La vicenda risale alla notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 2025. Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini dei carabinieri di Moncalieri, coordinate dalla Procura minorile, il quindicenne – un ragazzo descritto come fragile e con alcune difficoltà cognitive – sarebbe stato adescato con l’inganno e condotto in un appartamento di corso Casale, a Torino, dove si stava svolgendo una festa tra adolescenti. Quello che doveva essere un’occasione di divertimento si è trasformato in una sequenza di umiliazioni e violenze protratte per almeno sedici ore.
Una volta nell’alloggio, la vittima sarebbe stata bloccata, privata del cellulare e rinchiusa in bagno per un tempo lunghissimo, stimato in almeno due ore. Qui i tre – due maschi di 14 e 15 anni e una ragazza di 16, tutti residenti a Moncalieri – lo avrebbero denudato, rasato a forza lasciando solo sparuti ciuffetti di capelli «a mo’ di scherno», cosparso il capo con uno spray per ambienti e minacciato con un cacciavite. Non si sarebbero fermati alle sevizie fisiche: dagli elementi raccolti, tra cui l’analisi degli smartphone sequestrati, emergerebbero anche abusi a sfondo sessuale, filmati con i telefonini mentre la vittima era costretta a subire gesti umilianti e violenti.

All’alba, sempre secondo l’accusa, il calvario non era finito. Il ragazzo sarebbe stato trascinato fuori, a torso nudo nonostante il freddo pungente di fine ottobre, e obbligato a immergersi nelle acque gelide del Po (o, secondo alcune ricostruzioni iniziali, della Dora), un gesto che ha aggravato il trauma fisico e psicologico. Solo molte ore dopo, intorno alle prime luci del mattino inoltrato, sarebbe stato lasciato libero nei pressi della stazione di Porta Nuova, in evidente stato di choc.
Nonostante lo shock, il quindicenne ha trovato la forza di tornare a casa e di confidare tutto alla madre. La donna, sconvolta, lo ha accompagnato immediatamente dai carabinieri di Moncalieri per sporgere denuncia. Quel racconto, unito ai video parzialmente recuperati (alcuni apparentemente cancellati ma ricostruiti grazie a testimoni e analisi forensi), ha permesso di identificare rapidamente i presunti responsabili. Due dei tre – il 14enne e il 15enne – sono stati collocati in comunità già nelle settimane successive ai fatti, su ordinanza dello stesso gip, anche per proteggerli da possibili ritorsioni: nei giorni immediatamente successivi, infatti, alcuni amici della vittima avevano tentato una sorta di «spedizione punitiva», sventata solo dall’intervento delle forze dell’ordine.
Le accuse formalizzate sono pesantissime: sequestro di persona, violenza privata e violenza sessuale (in alcuni casi aggravata dalla violenza di gruppo e dal fatto che la vittima fosse in una condizione di particolare vulnerabilità). La Procura ha sottolineato come l’aggravante derivi proprio dalla fragilità del ragazzo, resa evidente dalla facilità con cui è stato manipolato e dalla crudeltà con cui è stato trattato.
Il caso ha scosso profondamente l’opinione pubblica torinese e non solo, riaccendendo il dibattito sul disagio giovanile, sulla violenza tra coetanei e sul ruolo educativo delle famiglie e della scuola. Molti commentatori hanno parlato di una «baby gang» in azione, anche se le indagini non hanno finora delineato un’organizzazione strutturata quanto piuttosto un episodio di bullismo estremo degenerato in reato grave. La vittima, in queste settimane, ha ricevuto la solidarietà di compagni di scuola e amici, che hanno espresso vicinanza alla famiglia e sdegno per quanto accaduto.
Ora il fascicolo passa al dibattimento. La prima udienza è attesa nelle prossime settimane davanti al Tribunale per i minorenni. Gli avvocati difensori – tra cui nomi noti del foro piemontese – stanno preparando le rispettive strategie, in un procedimento che si preannuncia delicato e carico di implicazioni sociali. Al centro resta il dolore di un adolescente che, in una notte che doveva essere di festa, ha vissuto un’esperienza che lascerà segni profondi, forse indelebili.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.