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Ottant’anni dal voto alle donne, parte da Castelnuovo Nigra il tour della mostra che racconta la rivoluzione del 1946

Dodici pannelli fotografici attraverseranno il territorio metropolitano fino a giugno, tra memoria storica e partecipazione dei Comuni

Ottant’anni dal voto

Ottant’anni dal voto alle donne, parte da Castelnuovo Nigra il tour della mostra che racconta la rivoluzione del 1946

Un viaggio nella memoria che attraversa paesi e città per ricordare una conquista che ha cambiato la storia del Paese. Prende il via da Castelnuovo Nigra il tour della mostra fotografica “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”, nuova edizione dell’esposizione promossa dalla Città metropolitana di Torino dopo il successo registrato dieci anni fa con la precedente versione dedicata ai settant’anni.

La prima tappa sarà allestita dal 16 al 22 febbraio nella sede del Comune di Castelnuovo Nigra, in via Scuole 13. L’inaugurazione ufficiale è prevista per martedì 17 febbraio alle 10, alla presenza del consigliere metropolitano e sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza e del curatore dell’archivio fotografico “La Bottega del Ciabattino”, Franco Senestro.

La mostra celebra l’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia, avvenuto nel 1946, quando le cittadine italiane parteciparono per la prima volta alle elezioni amministrative e al referendum istituzionale. Un passaggio che segnò non solo un cambiamento politico, ma una trasformazione profonda della società italiana, aprendo le porte alla piena partecipazione femminile alla vita democratica.

Il percorso espositivo è composto da 12 pannelli fotografici che raccontano quel momento storico attraverso immagini d’epoca di straordinaria forza narrativa. Gli scatti provengono dall’archivio “La Bottega del Ciabattino” di Franco Senestro, un patrimonio di negativi salvato dalla chiusura della Gazzetta del Popolo. Si tratta di fotografie che restituiscono volti, attese, file ai seggi, sguardi concentrati e consapevoli. Immagini autentiche, capaci di raccontare un’Italia in trasformazione.

La qualità documentaria di questo materiale ha superato i confini dell’esposizione. Proprio quelle fotografie hanno infatti ispirato la ricostruzione storica del film di successo di Paola Cortellesi, “C’è ancora domani”, contribuendo a riportare al centro del dibattito pubblico il tema dei diritti e dell’emancipazione femminile.

Dopo Castelnuovo Nigra, la mostra inizierà il suo percorso itinerante. Dal 23 febbraio al 1° marzo sarà a Brusasco, quindi dal 2 all’8 marzo a Druento. Seguiranno le tappe di Brandizzo dal 9 al 15 marzo e di Chieri dal 16 al 22 marzo. Il calendario proseguirà con Riva presso Chieri dal 23 al 29 marzo, prima di spostarsi in alta quota a Bardonecchia in occasione delle festività pasquali, dal 30 marzo al 6 aprile.

Nel mese di aprile l’esposizione sarà a San Gillio dal 7 al 12, a Bollengo dal 13 al 19 e a Ciriè dal 20 al 26. Tra la fine di aprile e maggio toccherà Nichelino dal 27 aprile al 3 maggio, La Loggia dal 4 al 10 maggio, Cercenasco dall’11 al 17 maggio e Santena dal 18 al 24 maggio. Il primo ciclo di tappe si concluderà con una permanenza di un mese, dal 29 maggio al 29 giugno, nel territorio di Novara e del Verbano Cusio Ossola, a cura dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel novarese e VCO.

L’adesione dei Comuni è stata ampia e immediata. Numerose amministrazioni hanno risposto con entusiasmo all’invito del vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, chiedendo di ospitare la mostra nei propri spazi pubblici. Un segnale che conferma quanto il tema della parità dei diritti e della memoria democratica sia ancora sentito e condiviso.

La Città metropolitana di Torino, di fronte all’alto numero di richieste, ha annunciato l’intenzione di cercare di soddisfare tutte le istanze pervenute, garantendo a ogni comunità la possibilità di proporre ai propri cittadini questo percorso di riflessione.

La mostra non si limita a raccontare un evento storico. Attraverso le immagini, restituisce il clima di attesa e di cambiamento che attraversò il Paese nel 1946. Donne di ogni età, molte per la prima volta chiamate a esercitare un diritto politico, si misuravano con una scheda elettorale che rappresentava molto più di un gesto formale. Era il segno di un riconoscimento, di una cittadinanza finalmente piena.

Portare questa esposizione nei piccoli e grandi centri del territorio significa rinnovare quel passaggio storico e offrirlo alle nuove generazioni. Ottant’anni dopo, la memoria del primo voto femminile resta un tassello fondamentale della democrazia italiana. Il tour che parte da Castelnuovo Nigra è un modo concreto per ricordarlo, città dopo città.

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