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Cronaca

Sequestrati 24 immobili tra Alessandria e Pavia: debito fiscale da 700mila euro

Accertate cessioni simulate e canoni non dichiarati, nel mirino gli amministratori di una società immobiliare

Sequestrati 24 immobili

Sequestrati 24 immobili tra Alessandria e Pavia: debito fiscale da 700mila euro

Ventiquattro immobili finiti sotto sequestro tra le province di Alessandria e Pavia, un debito con il fisco superiore ai 700mila euro e una rete di operazioni ritenute fraudolente per sottrarre beni alla riscossione. È il risultato dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Tortona, che ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società operante nel settore della compravendita immobiliare con sede nella città alessandrina.

Il provvedimento riguarda unità di tipo residenziale, commerciale e autorimesse, distribuite tra i due territori. L’inchiesta nasce da una verifica fiscale avviata nei confronti della società, al termine della quale sono emersi comportamenti ritenuti finalizzati a eludere il pagamento delle imposte.

Secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, gli amministratori avrebbero posto in essere una serie di cessioni di immobili verso altre imprese riconducibili agli stessi soggetti. Operazioni che, stando agli investigatori, avrebbero avuto carattere simulato oppure sarebbero state effettuate a prezzi notevolmente inferiori rispetto ai valori di mercato. L’obiettivo, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stato quello di rendere inefficace una futura procedura di riscossione forzata da parte dell’erario.

Il quadro ricostruito dagli inquirenti parla di un’esposizione debitoria nei confronti del fisco per oltre 700.000 euro. Un importo che, secondo la ricostruzione investigativa, la società avrebbe tentato di sottrarre alla riscossione attraverso il trasferimento dei beni a soggetti giuridici formalmente distinti ma sostanzialmente riconducibili alla medesima compagine amministrativa.

Non solo. A partire dal 2022, parte dei canoni di locazione relativi agli immobili sarebbe stata riscossa da una seconda società, anch’essa riconducibile a un soggetto poi risultato socio unico di entrambe le imprese coinvolte. Le somme incassate, sempre secondo quanto emerso dalla verifica fiscale, non sarebbero confluite nelle dichiarazioni dei redditi.

Il sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria punta ora a garantire la tutela delle ragioni dell’erario, congelando beni per un valore ritenuto equivalente al profitto dell’illecito contestato. Si tratta di una misura cautelare reale che interviene nella fase delle indagini preliminari e che dovrà trovare eventuale conferma nel prosieguo del procedimento.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e alle condotte volte a sottrarre patrimoni alle procedure di riscossione. Un fenomeno che, soprattutto nel settore immobiliare, può assumere forme articolate attraverso passaggi societari, cessioni incrociate e operazioni solo formalmente legittime.

Le indagini proseguono per definire nel dettaglio le responsabilità individuali e ricostruire l’intero flusso delle operazioni contestate. Al centro resta un patrimonio immobiliare ora vincolato, in attesa degli sviluppi giudiziari.

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