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Cronaca
09 Febbraio 2026 - 11:30
Cocaina nascosta tra il riso, arrestato a Vanchiglietta un quarantaduenne per spaccio
L’attenzione degli investigatori si era concentrata da tempo su alcuni movimenti sospetti nella zona di Vanchiglietta, un quartiere residenziale di Torino dove, secondo le informazioni raccolte, si sarebbe svolta un’attività di spaccio gestita in modo stabile. Un sospetto che nelle scorse ore ha trovato conferma con l’arresto di un cittadino albanese di 42 anni, fermato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile, al termine di un’attività info-investigativa mirata, sviluppata attraverso osservazioni e riscontri sul territorio. Gli investigatori avevano individuato l’uomo come possibile punto di riferimento per la vendita di droga nel quartiere, ipotizzando che l’attività illecita fosse organizzata direttamente dall’abitazione in cui risiedeva.
Il momento decisivo è arrivato quando i poliziotti hanno notato l’uomo uscire dal proprio alloggio insieme a una donna e dirigersi verso un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze. A quel punto è scattato il controllo. Gli agenti hanno proceduto con una perquisizione personale e domiciliare, estendendo gli accertamenti all’appartamento dell’uomo, ritenuto il fulcro dell’attività di spaccio.
All’interno dell’abitazione, i poliziotti hanno rinvenuto 215 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, un elemento ritenuto compatibile con un’attività di vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti. Ma è durante la perquisizione della cucina che è emerso il dato più significativo dell’operazione. In una busta nascosta tra il riso sfuso, gli agenti hanno trovato quasi un chilo di cocaina, una quantità che, secondo gli inquirenti, lascia pochi dubbi sulla destinazione allo spaccio.

Oltre alla sostanza stupefacente, nell’alloggio sono stati sequestrati materiale per il confezionamento, strumenti utilizzati per il taglio della droga e diversi involucri in plastica trasparente contenenti la stessa sostanza. Un insieme di elementi che rafforza l’ipotesi investigativa di un’attività organizzata e continuativa, non limitata a episodi sporadici.
Il sequestro di un quantitativo così rilevante di cocaina rappresenta un colpo significativo al mercato locale dello spaccio. La droga, se immessa sul mercato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare decine di migliaia di euro e alimentare una rete di distribuzione nel quartiere e nelle zone limitrofe. La scelta di occultare la sostanza tra generi alimentari comuni, come il riso, evidenzia inoltre la volontà di ridurre il rischio di scoperta durante eventuali controlli superficiali.
L’uomo è stato quindi arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. La posizione della donna che si trovava con lui al momento del controllo è ora al vaglio degli investigatori, che stanno approfondendo il suo eventuale coinvolgimento nell’attività illecita o la sua estraneità ai fatti contestati.
Come previsto dalla legge, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo, nei confronti dell’indagato vige la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Saranno ora gli ulteriori accertamenti e le decisioni della magistratura a chiarire il quadro delle responsabilità e l’estensione dell’attività di spaccio ipotizzata dagli investigatori.
L’operazione si inserisce nel più ampio contesto delle attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotte dalla Polizia di Stato sul territorio torinese, con particolare attenzione ai quartieri residenziali, dove l’attività illecita tende spesso a mimetizzarsi nella quotidianità. Un lavoro silenzioso, fatto di osservazione e pazienza investigativa, che in questo caso ha portato a un sequestro rilevante e a un arresto destinato ad avere ripercussioni sul mercato locale della droga.
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