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Cronaca

Manifestazione pro Pal, scattano 17 denunce dopo i fatti alla stazione di Alessandria

Resistenza e lesioni contestate agli attivisti del corteo del 2 ottobre

Manifestazione pro Pal, scattano 17 denunce dopo i fatti alla stazione di Alessandria

Manifestazione pro Pal, scattano 17 denunce dopo i fatti alla stazione di Alessandria (foto di repertorio)

Sono diciassette le persone denunciate per resistenza e lesioni in relazione ai fatti avvenuti il 2 ottobre scorso ad Alessandria, durante una manifestazione pro Pal che aveva tentato l’occupazione della stazione ferroviaria cittadina. Le notifiche sono state recapitate nei giorni scorsi dalla Questura di Alessandria, chiudendo formalmente il primo cerchio giudiziario su una giornata che aveva segnato un punto di tensione elevata tra forze dell’ordine e attivisti.

Secondo quanto ricostruito, il corteo aveva raggiunto l’area della stazione con l’obiettivo di bloccare simbolicamente uno snodo ritenuto strategico. Da lì erano nati i momenti più concitati, con interventi delle forze di polizia e il fallito tentativo di occupazione dell’infrastruttura ferroviaria. Le accuse formalizzate riguardano resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, reati che fanno riferimento agli scontri e ai contatti avvenuti durante le fasi di contenimento.

La risposta dei collettivi coinvolti non si è fatta attendere. In una nota congiunta, firmata da Laboratorio Sociale, Casa delle Donne Tfq, Coordinamento Studentesco, Adl Cobas e Arci, gli attivisti affermano che le denunce non rappresentano una sorpresa e vengono lette come l’ennesimo segnale di una “svolta autoritaria” imputata al governo guidato da Giorgia Meloni, con un riferimento diretto ai decreti sicurezza. La posizione è netta: nessuna presa di distanza dalle azioni contestate, ma una rivendicazione piena di quanto accaduto.

Nel comunicato, i gruppi spiegano che l’uso dei corpi e il tentativo di bloccare stazioni e infrastrutture sarebbe stato, a loro giudizio, “giusto e necessario” per interrompere quella che definiscono una normalità complice del genocidio a Gaza. Una normalità fatta, secondo gli attivisti, di treni che partono, merci che circolano e affari che continuano mentre la sofferenza viene rimossa. Da qui la conclusione politica: se oggi arrivano le denunce, sostengono, è perché la protesta aveva colpito nel segno. “La storia ci ha già assolto”, è il messaggio che accompagna la rivendicazione.

Sul piano giudiziario, le 17 denunce aprono ora una fase diversa, fatta di valutazioni della Procura e di eventuali sviluppi processuali. Sul piano politico e sociale, invece, la vicenda si inserisce in un clima nazionale segnato da un conflitto sempre più acceso tra diritto di manifestare, gestione dell’ordine pubblico e nuove norme sulla sicurezza. Alessandria diventa così uno dei teatri in cui questo scontro si traduce in atti concreti, carte giudiziarie e prese di posizione che promettono di non esaurirsi in breve tempo.

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