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Non solo tutela delle vittime: a Torino la lotta alla violenza passa anche dal recupero degli uomini (VIDEO)

Firmato in Questura il protocollo con i CUAV per ridurre la recidiva e spezzare il ciclo degli abusi

Nel contrasto alla violenza domestica e allo stalking, Torino prova a rafforzare la rete di prevenzione intervenendo non solo sulla tutela delle vittime, ma anche sulle responsabilità di chi la violenza la commette. È stato sottoscritto questo pomeriggio in Questura il nuovo protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e i C.U.A.V. – Centri per Uomini Autori di Violenza, un accordo che punta a rendere più strutturata e sinergica l’azione sul territorio cittadino e provinciale.

A firmare l’intesa sono stati il Questore di Torino Massimo Gambino e i referenti territoriali dei C.U.A.V., realtà ormai consolidate nel lavoro con soggetti autori di violenza domestica o di comportamenti persecutori. Fanno parte della rete coinvolta AslTO3, S.I.S.P.Se ETS, Fondazione Gruppo Abele ETS, Centro studi e Trattamento dell’Agire Violento APS, Cerchio degli Uomini, Associazione Punto a Capo ODV e Associazione Spico APS, enti che operano attraverso équipe multidisciplinari e percorsi personalizzati finalizzati a interrompere la spirale della violenza.

L’obiettivo dichiarato del protocollo è chiaro: ampliare e rendere più efficace il sistema di prevenzione, affiancando alla protezione delle vittime un intervento diretto sulle cause che alimentano i comportamenti violenti. Un cambio di prospettiva che riconosce come la sicurezza delle donne passi anche dalla riduzione del rischio di reiterazione, lavorando sulla responsabilizzazione degli autori.

Grazie all’accordo, la Divisione Anticrimine della Questura di Torino, diretta dalla prima dirigente Francesca Guida, informerà sistematicamente gli autori di violenza domestica e stalking destinatari della misura di prevenzione dell’ammonimento del Questore dell’esistenza dei C.U.A.V. sul territorio. A questi soggetti sarà offerta la possibilità di intraprendere percorsi volontari orientati al miglioramento della gestione delle relazioni, all’assunzione di responsabilità rispetto alla violenza agita e a un reale cambiamento valoriale e comportamentale.

L’intesa si inserisce inoltre nel quadro delle modifiche normative introdotte dalla Legge 24 novembre 2023 n. 168, che ha rafforzato gli strumenti di contrasto allo stalking e alla violenza domestica. La norma prevede infatti che il soggetto ammonito possa chiedere al Questore la revoca dell’ammonimento dopo tre anni dalla sua emissione, a condizione che abbia partecipato a specifici percorsi di recupero presso enti abilitati e che gli esiti di tali percorsi siano valutati positivamente.

Un passaggio che attribuisce un peso concreto al lavoro dei C.U.A.V. e che, nelle intenzioni, dovrebbe incentivare un’assunzione di responsabilità più consapevole da parte degli autori di violenza. Un segnale istituzionale che prova a spostare l’attenzione dalla sola repressione all’intervento strutturale sulle radici del fenomeno, in un contesto in cui i numeri della violenza di genere continuano a imporre risposte sempre più articolate e coordinate.

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