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Cronaca
09 Febbraio 2026 - 14:50
Scene da far west in pieno giorno sulla statale 613, la superstrada che collega Lecce a Brindisi, dove nella mattinata di lunedì 9 febbraio una banda armata ha tentato un assalto a due furgoni portavalori della ditta Btv-Battistolli, seminando il terrore tra decine di automobilisti. Auto in fiamme, esplosioni, spari e un conflitto a fuoco con i carabinieri hanno trasformato la carreggiata sud, all’altezza dello svincolo di Tuturano, in un teatro di guerra.
Secondo la ricostruzione, ad agire sarebbero state almeno otto persone, entrate in azione con uno schema collaudato e mezzi impressionanti. La banda avrebbe utilizzato finte auto civetta delle forze dell’ordine, complete di lampeggianti blu, per fermare i due blindati che viaggiavano insieme. Per bloccare ogni possibile intervento delle pattuglie, i rapinatori hanno messo di traverso e incendiato un furgone e un camion, paralizzando completamente la circolazione.

Una volta fermati i portavalori, alcuni componenti del gruppo, vestiti di nero e altri con tute bianche, hanno aperto il fuoco con fucili mitragliatori kalashnikov, crivellando uno dei mezzi blindati prima di tentare di far saltare le portiere con l’esplosivo. Il colpo, però, non è riuscito: l’uso dell’esplosivo ha attivato il sistema di sicurezza con schiuma antirapina, rendendo impossibile impossessarsi delle banconote e costringendo i malviventi a una fuga precipitosa.
Durante la ritirata è scattato l’inseguimento da parte di una pattuglia del Comando Provinciale dei carabinieri di Brindisi. Ne è nato un vero e proprio conflitto a fuoco, proseguito fino all’altezza di Squinzano, in provincia di Lecce. Un colpo esploso dai rapinatori ha raggiunto un’auto dei carabinieri di una stazione del Brindisino, penetrando nell’abitacolo senza ferire i militari. Un’altra vettura, condotta da un carabiniere in borghese lanciatosi all’inseguimento, è finita fuoristrada.
Nel caos dell’assalto è rimasta coinvolta anche una studentessa, bloccata in coda sulla statale: la giovane sarebbe stata minacciata con le armi e costretta a scendere dall’auto, poi utilizzata dalla banda per la fuga. Il mezzo è stato successivamente ritrovato abbandonato.
Le immagini arrivate dal luogo dell’assalto mostrano blindati distrutti, veicoli carbonizzati e un’alta colonna di fumo nero visibile a grande distanza. Il traffico è rimasto completamente paralizzato, con la superstrada chiusa in entrambe le direzioni dal km 8,300 al km 12,800 per consentire i rilievi e la messa in sicurezza della carreggiata.
Poco dopo l’assalto, due persone sono state fermate dai carabinieri del Comando Provinciale di Lecce. I due viaggiavano a bordo di una delle auto segnalate e sarebbero presunti componenti della banda. Le ricerche si sono concentrate fin da subito nel nord Salento, dove alcuni automobilisti avevano segnalato un’auto di grossa cilindrata lanciata ad altissima velocità.
Quando i carabinieri di Campi Salentina hanno individuato un’Alfa Romeo nascosta nelle campagne di Squinzano, il veicolo era già vuoto. Poco distante, però, i militari hanno intercettato due uomini incappucciati, disarmati, in fuga a piedi. I fermati, entrambi originari del Foggiano, sono stati condotti in caserma per gli accertamenti. Nelle vicinanze è stata rinvenuta anche una seconda auto, una jeep, nascosta presumibilmente per la fase successiva della fuga.
Le indagini proseguono ora per individuare gli altri componenti del commando, che potrebbero aver fatto perdere le proprie tracce anche grazie a fiancheggiatori. Un assalto fallito, ma che per modalità, armi e livello di organizzazione riporta alla memoria i colpi più violenti della criminalità armata, lasciando dietro di sé paura, danni e una lunga scia di interrogativi sulla sicurezza delle arterie stradali.
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