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Cronaca
09 Febbraio 2026 - 12:26
Da Lanzo Torinese a Ciriè, l’incubo dello stalking: arrestato 31enne dopo l’irruzione armata in casa dell’ex compagna
Non si era rassegnato alla fine della relazione, conclusa la scorsa estate, e avrebbe trasformato quella separazione in una escalation di violenze, minacce e persecuzioni. È per questo che nella mattinata di sabato 7 febbraio 2026 i carabinieri della compagnia di Venaria Reale hanno arrestato un cittadino romeno di 31 anni, residente a Lanzo Torinese, ritenuto responsabile di una serie di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, che vive in un comune vicino.
L’episodio più grave risale alla notte del 31 gennaio, quando l’uomo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe introdotto nell’abitazione della donna mentre lei e la figlia minorenne dormivano. Una violazione che ha segnato un punto di non ritorno. La donna sarebbe stata svegliata di soprassalto, aggredita fisicamente e poi inseguita all’interno della casa con un coltello da cucina, del quale l’uomo si sarebbe impossessato in quei concitati momenti.
Nel tentativo di fuggire e mettersi in salvo, la vittima avrebbe cercato di scappare, mentre l’uomo, in preda alla furia, avrebbe sfondato una porta a vetri, aumentando il clima di terrore. La bambina, nel frattempo, si sarebbe chiusa a chiave in bagno, barricandosi all’interno e vivendo minuti di paura assoluta, consapevole di quanto stava accadendo dall’altra parte della porta.
Prima di allontanarsi dall’abitazione, l’uomo avrebbe infine vandalizzato l’auto della ex compagna, completando una notte di violenza che ha lasciato segni profondi non solo materiali, ma soprattutto psicologici, su madre e figlia.

Ma quella non sarebbe stata l’unica incursione. La sera successiva, domenica 1 febbraio, i carabinieri sono dovuti intervenire in un bar di Ciriè, dove il 31enne aveva raggiunto nuovamente la donna. In quell’occasione, davanti a più persone, le avrebbe sputato addosso, un gesto umiliante e aggressivo che ha ulteriormente aggravato il quadro accusatorio. Un episodio avvenuto alla presenza di testimoni, che hanno assistito alla scena e confermato l’atteggiamento persecutorio dell’uomo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il comportamento del 31enne non si sarebbe limitato agli episodi diretti. L’uomo, infatti, era solito vantarsi sui social network del fatto di riuscire a farla franca con la giustizia, ostentando una sorta di impunità nonostante le sue azioni. Un atteggiamento che avrebbe contribuito ad aumentare il senso di paura e di impotenza della vittima, costretta a vivere in uno stato di costante allerta.
L’arresto è arrivato al termine di una serie di accertamenti condotti dai carabinieri, che hanno ricostruito il quadro complessivo delle condotte contestate, ritenendole compatibili con il reato di stalking, aggravato dalla violenza domestica, dalla presenza di una minore e dall’uso di un’arma impropria. Un insieme di elementi che ha portato all’intervento deciso dell’autorità giudiziaria.
Il caso riporta ancora una volta l’attenzione sulla drammaticità delle persecuzioni post-separazione, una dinamica purtroppo frequente nelle cronache giudiziarie. La difficoltà ad accettare la fine di una relazione può trasformarsi, in alcuni casi, in una spirale di controllo, aggressività e violenza che mette in serio pericolo le vittime, soprattutto quando coinvolge bambini costretti ad assistere a scene traumatiche.
Ora l’uomo si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la donna e la figlia cercano di ricostruire una quotidianità spezzata da settimane di paura. Un arresto che arriva dopo episodi gravissimi e che sottolinea ancora una volta quanto sia fondamentale intervenire tempestivamente davanti ai segnali di stalking, prima che la violenza possa avere conseguenze irreparabili.
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