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08 Febbraio 2026 - 12:16
L’assessore Debernardi tra Ucraina, Gaza e Iran: le contraddizioni di AVS a Chivasso
Ma no! Non ci posso credere! Il professor Tullio Rapone, del Circolo Sinistra Italiana di Chivasso, ha scoperto l’IRAN, ora che da mesi laggiù si svolgono manifestazioni represse con violenza e crudeltà dalla teocrazia / cleptocrazia che domina con pugno di ferro quello sventurato paese. Bravo Rapone, Lei si è finalmente accorto che non esistono solo i palestinesi e gli orridi ucraini, un po’ troppo nazisti per mandare loro aiuti, noi vecchi “sinistri” che abbiamo la puzza sotto il naso e ci spuntano i lacrimoni quando sentiamo l’“Internazionale” della futura umanità (di Stalin).
Perché questo preambolo su Rapone? Perché nel pomeriggio di sabato 7 febbraio, in sala consiliare, il professor Rapone ha moderato il dibattito sul libro di Paola Rivetti, Storia dell’Iran. Rivoluzione, guerra e resistenza 1979-2025, appena pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Laterza, che soprattutto in quella collana non pubblica la qualsiasi. Parteciperà Alice Ravinale, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.

Fabrizio Debernardi
Paola Rivetti è chivassese ma da anni svolge ricerca e insegna all’Università di Dublino. Non ho potuto partecipare alla presentazione, e non ho ancora potuto leggerlo – l’evento è stato pochissimo pubblicizzato, io l’ho trovato per caso nella pagina facebook di Rapone – ma non dubito che il libro sia un’opera serissima e il prodotto di anni e anni di studio di quel paese e del Medio Oriente in generale. La professoressa Rivetti è un po’ troppo propal? Nessuno è perfetto. Ma sono certo che, weberianamente, distingua accuratamente la scienza, cioè lo studio condotto senza pregiudizi – e teso soltanto a comprendere il mondo così com’è e non come vorremmo che fosse – dalla sua legittima e ammirevole attività di cittadina militante.
A differenza del professor Rapone, che su facebook esibisce la sua notevole cultura e il suo prestigio di intellettuale per impartire sottotraccia lezioni di russo e di russofilia e di antiucrainismo.
Dunque benissimo che a Chivasso venga presentato un libro serio e di una studiosa seria, la professoressa Rivetti. Siamo ad un altro livello rispetto ai Diego Giachetti e agli Eric Gobetti, due filorussi impenitenti, due “intellettuali” di sinistra che Rapone presentò l’anno scorso in biblioteca, col patrocinio del Comune “antifascista” che si gemella con Ventotene e Sabaudia (a fare quel viaggetto a Sabaudia col sindaco c’era pure l’assessore AVS Fabrizio Debernardi, non l’assessore alla cultura Vitale) e con i paesi d’origine degli antifascisti autori della Carta di Chivasso.
Ecco, la vera novità è che AVS di Chivasso smette per una serata di fare propaganda propal e filorussa.
Le serate, organizzate da AVS e “compagni”, con antichi sostenitori del boicottaggio di Israele (Vigna ecc.), le conosciamo e le ricordiamo.
Così come conosciamo il sottile e furbo antiucrainismo dell’assessore Fabrizio Debernardi. Mesi fa guidò un gruppo di colleghi di partito a manifestare davanti all’ospedale di Chivasso: no armi [all’Ucraina?], più sanità. Troppo furbo, troppo facile, caro Debernardi. Se l’Italia, e l’Europa, cadessero sotto l’influenza della Federazione russa di Putin – non l’invasione, ma l’influenza – ce li scorderemmo la sanità pubblica e il welfare, o cosa ne resta. I russi di Putin non fanno prigionieri: spolperebbero l’Italia per impedire alla propria economia di affondare. Si porterebbe tutto in Russia: soldi, ricerca e ricercatori, medici, strumenti diagnostici, pure i preziosi ecografi (lasciandoci perfidamente il CUP…). Ma a che serve dirlo a Debernardi? Lo sa benissimo, ma gli conviene chiedere: no armi all’Ucraina, sì ecografi: porta voti…
Quando AVS (vero Alice Ravinale?) fu tra i protagonisti della “flottiglia” diretta a portare aiuti a Gaza, con l’europarlamentare AVS Benedetta Scuderi tutti i giorni in TV in costume da bagno sotto il sole del Mediterraneo, era inutile chiedere loro: a quando una flottiglia, magari di furgoni pieni di aiuti diretti a Kiev? A quando una manifestazione davanti all’ambasciata russa? Anche a Kiev muoiono bambini e il freddo morde. Certo che un convoglio per Kiev è più pericoloso: a Gaza i flottiglianti arrestati al massimo hanno passato qualche notte nelle carceri israeliane, e poi sono stati restituiti all’Italia in aereo, dove in aeroporto sono stati accolti dai compagni di partito come fossero eroici reduci della guerra civile spagnola. In Ucraina, invece, se cadi in mano ai russi i tuoi familiari non sanno nemmeno se torni a casa. E poi, chissenefrega dei bambini ucraini? Forse sono già nazisti da piccoli…
Ma per un pomeriggio lasciamo perdere queste miserie, e spero che molti siano andati a sentire la professoressa Paola Rivetti, chivassese e dublinese.
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