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Cronaca

Discarica davanti all’ecocentro, ogni lunedì la stessa scena: rifiuti abbandonati e marciapiede impraticabile a Regio Parco

Davanti all’ingresso dell’ecocentro di via Salgari si ripete da settimane lo stesso copione: sacchi, ingombranti e sporcizia lasciati durante il weekend, con disagi per residenti e pedoni

Discarica davanti all’ecocentro

Discarica davanti all’ecocentro, ogni lunedì la stessa scena: rifiuti abbandonati e marciapiede impraticabile a Regio Parco

 Ogni lunedì mattina, nel quartiere Regio Parco, la settimana si apre con uno scenario che ormai non sorprende più nessuno, ma continua a indignare. Davanti all’ingresso dell’ecocentro di via Salgari, a Torino, si forma regolarmente una discarica abusiva a cielo aperto, frutto di sversamenti avvenuti durante il fine settimana. Una situazione che si ripete con puntualità, diventando una vera e propria consuetudine.

Sacchi di rifiuti, materiali ingombranti, scarti di ogni tipo vengono lasciati proprio davanti a una struttura che dovrebbe rappresentare il luogo deputato alla corretta gestione dei rifiuti. Un paradosso che esaspera i residenti e che trasforma l’area in un punto critico dal punto di vista del decoro urbano e della sicurezza pedonale.

Il problema non è solo estetico. I rifiuti abbandonati finiscono per occupare completamente il marciapiede, rendendolo di fatto inutilizzabile. Chi si muove a piedi è costretto a scendere in strada, condividendo la carreggiata con le auto, in una zona già trafficata. Un rischio concreto, soprattutto per anziani, famiglie con passeggini e persone con difficoltà motorie.

La dinamica è sempre la stessa. Nel corso del weekend, quando i controlli sono meno frequenti e l’ecocentro è chiuso, alcuni individui approfittano della situazione per liberarsi illegalmente dei propri rifiuti. Il risultato è un accumulo che si manifesta puntualmente il lunedì mattina, dando l’impressione di un problema noto ma mai risolto.

La rabbia dei cittadini nasce proprio da questa ripetitività. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un fenomeno cronico che va avanti da settimane, se non da mesi. Una situazione che solleva interrogativi sul ruolo degli enti preposti e sulle misure di prevenzione adottate finora. In particolare, l’assenza di strumenti di controllo efficaci viene percepita come una mancanza grave, soprattutto considerando che l’area è già individuata come punto sensibile.

La richiesta che emerge dal quartiere è chiara: intervenire in modo strutturale per far cessare gli sversamenti abusivi. Tra le soluzioni più citate, l’installazione di telecamere di videosorveglianza viene vista come un deterrente concreto, capace di scoraggiare comportamenti incivili e di consentire l’identificazione dei responsabili. Una misura che, secondo molti residenti, avrebbe dovuto essere adottata già da tempo, proprio alla luce della frequenza con cui il problema si ripresenta.

Il tema chiama in causa direttamente Amiat e la Città di Torino, chiamate a rispondere non solo sul piano della pulizia, ma anche su quello della prevenzione. La rimozione dei rifiuti, quando avviene, risolve solo temporaneamente la situazione, senza incidere sulle cause del fenomeno. Il rischio è quello di un eterno ritorno: si pulisce, ma il fine settimana successivo tutto ricomincia da capo.

Oltre al danno ambientale e al disagio per i residenti, c’è anche un messaggio sbagliato che passa: quello di un’area dove l’abbandono dei rifiuti sembra tollerato, se non addirittura normale. Un segnale che può alimentare ulteriori comportamenti scorretti, innescando una spirale difficile da fermare senza un cambio di passo deciso.

Il caso di via Salgari riporta al centro il tema più ampio della gestione dei rifiuti urbani e del rispetto delle regole in città. Torino, come molte grandi realtà urbane, si trova a fare i conti con l’inciviltà di una minoranza che produce effetti pesanti sulla qualità della vita collettiva. Ma quando le segnalazioni si accumulano e le situazioni si ripetono identiche, la responsabilità non può ricadere solo sui singoli comportamenti illegali.

I residenti di Regio Parco chiedono risposte concrete, non promesse. Chiedono di poter camminare sui marciapiedi senza dover scansare sacchi di immondizia, di non dover assistere ogni lunedì allo stesso spettacolo desolante, di vedere finalmente un intervento che metta fine a una vergognosa routine che offende il quartiere e chi lo vive ogni giorno.

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