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Cronaca
08 Febbraio 2026 - 23:14
Ambulanza
Un richiamo alle spalle, il voltarsi istintivo, poi il bruciore agli occhi e la corsa a strappare via ciò che poteva: uno smartwatch. È successo ieri sera a Torino, intorno alle 22, a Filippo, 39 anni, residente a Borgo Vittoria. L’uomo ha trovato la forza di urlare, abbastanza da trattenere portafoglio e cellulare e costringere i due aggressori alla fuga su un monopattino, inseguiti dagli sguardi – e dall’allarme – dei passanti.
Secondo il racconto della vittima, tutto è avvenuto in pochi secondi: chiamato per nome o comunque attirato con un pretesto, si è girato e ha ricevuto una spruzzata di spray al peperoncino direttamente agli occhi. L’obiettivo dei rapinatori era portare via ciò che aveva addosso. Sono riusciti a prendere lo smartwatch, ma le urla dell’uomo hanno richiamato l’attenzione di chi era nei paraggi, costringendo i due a scappare velocemente su un monopattino.
Allertati i soccorsi, sul posto è intervenuta un’ambulanza che ha trasportato Filippo all’ospedale San Giovanni Bosco. Qui è stato curato per le ferite riportate, anche al volto, compatibili con gli effetti dello spray urticante e con le concitate fasi dell’aggressione. Le sue condizioni non destano particolare preoccupazione, ma restano i segni – fisici e non solo – di un episodio violento e improvviso.
Dalle prime informazioni raccolte dopo l’accaduto emerge che i due rapinatori sarebbero già noti in zona. Filippo riferisce di averli notati poco prima dell’aggressione e di non essere riuscito a salire in auto in tempo; sostiene inoltre che sarebbe in grado di identificarli se li rivedesse. Un dettaglio non secondario, che potrebbe rivelarsi decisivo qualora venissero rintracciati.
La rapina, consumata in piena sera e con l’uso di uno spray urticante, ripropone un copione purtroppo familiare nelle grandi città: attacchi rapidi, mirati a oggetti facilmente rivendibili, e fughe su mezzi agili come i monopattini. La prontezza della vittima nel chiedere aiuto e la reazione dei passanti hanno evitato conseguenze peggiori, ma resta il tema della sicurezza percepita nello spazio pubblico. Episodi come questo ricordano quanto contino l’attenzione collettiva e la rete di vicinato, in attesa che gli autori vengano identificati e chiamati a rispondere delle proprie azioni.

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