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Cronaca

Marco Travaglio derubato a teatro, spariscono pc e tablet dal camerino durante lo spettacolo

Furto al D’Annunzio di Latina mentre va in scena “Cornuti e contenti”, indaga la polizia tra buchi nella sicurezza

MARCO TRAVAGLIO, DIRETTORE IL FATTO QUOTIDIANO

MARCO TRAVAGLIO, DIRETTORE IL FATTO QUOTIDIANO

Un furto messo a segno mentre lo spettacolo è in corso, in un’area teoricamente riservata agli addetti ai lavori. È quanto accaduto a Marco Travaglio nella serata di giovedì 5 febbraio 2026, al teatro D’Annunzio di Latina, dove il giornalista e direttore responsabile de Il Fatto Quotidiano era sul palco con il suo spettacolo “Cornuti e contenti”. Durante la rappresentazione, qualcuno è entrato nel suo camerino e ha portato via due computer portatili e un tablet custoditi tra i suoi effetti personali.

A rendere il caso particolarmente delicato sono le modalità del colpo. L’accesso al camerino non era libero: durante lo spettacolo era possibile raggiungere la zona solo passando dalle quinte, attraverso un ingresso vicino al palco e alla platea, frequentato esclusivamente da addetti ai lavori. Dai primi riscontri è quindi ritenuto improbabile un ingresso dall’esterno o da varchi secondari. Chi ha agito potrebbe aver approfittato di un momento di disattenzione oppure conoscere già la disposizione degli spazi interni del teatro.

MARCO TRAVAGLIO, DIRETTORE IL FATTO QUOTIDIANO

È stato lo stesso Marco Travaglio ad accorgersi del furto al termine dello spettacolo, rientrando nel camerino. Subito dopo si è recato in Questura per sporgere denuncia, segnalando la sparizione del suo computer personale, di quello utilizzato dalla segreteria e di un tablet. Il portafoglio, invece, non è stato toccato.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra Volante, che hanno effettuato un sopralluogo accurato. Non sono emersi segni di forzatura: la porta del camerino non era chiusa a chiave e l’ipotesi di un ingresso dal cortile interno su via Oreste Leonardi è stata esclusa, poiché il cancello risultava chiuso e protetto da sbarre. A complicare ulteriormente le indagini è l’assenza di un impianto di videosorveglianza, sia all’interno del palazzo della cultura sia nelle aree immediatamente esterne, un elemento che rende più difficile ricostruire con precisione l’accaduto e individuare il responsabile di un furto definito anomalo per contesto e tempistiche.

Le indagini proseguono per chiarire chi abbia potuto muoversi indisturbato in una zona riservata mentre il teatro era pieno di spettatori e lo spettacolo in corso.

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