Cerca

Cronaca

Zoe uccisa a 17 anni, l’amica: «Quella sera mi ha chiamata, ma dormivo»

Emergono i racconti su Alex Manna, ex fidanzato di Nicole: gelosia, ossessività e scatti d’ira. A Nizza Monferrato lutto cittadino

Zoe uccisa a 17 anni, l’amica: «Quella sera mi ha chiamata, ma dormivo»

Zoe uccisa a 17 anni, l’amica: «Quella sera mi ha chiamata, ma dormivo»

C’è una chiamata senza risposta, registrata intorno alle 23.30 di venerdì sera, sul telefono di Nicole, la migliore amica di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni uccisa a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. Un dettaglio che pesa come un macigno nel racconto delle ultime ore prima del delitto, per il quale ha confessato un ventenne, Alex Manna.

Nicole lo racconta con voce spezzata al Corriere della Sera, tornando su quel momento che ora la tormenta: «Non capita mai, ma sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Io e lei abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo». Una frase che restituisce tutta la brutalità dell’imprevisto e il senso di colpa che accompagna chi resta.

L’amica di Zoe conosceva bene anche Alex Manna. In passato era stato il suo fidanzato. Una relazione finita mesi prima, proprio a causa di un comportamento che oggi assume un peso inquietante. Su Repubblica Nicole spiega: «Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento e non l’ho mai più sentito da aprile dell’anno scorso. Non usciva più tanto spesso con il nostro gruppo, ma quando lui c’era io non andavo».

Il ritratto che emerge è quello di un ragazzo geloso, ossessivo, incapace di gestire la rabbia. Alla Stampa Nicole aggiunge dettagli che fanno rabbrividire: «Con me era ossessivo e possessivo, non potevo parlare né uscire con nessuno». E ancora: «Non ha un carattere facile e non è un tipo tranquillissimo». Racconta episodi di violenza contro gli oggetti, di scatti improvvisi: «Una volta ha sferrato un violento pugno contro la finestra per un motivo banalissimo».

Parole che non descrivono un’aggressione diretta, ma una tensione costante, un controllo soffocante. «Con me non ha mai alzato le mani, ma perde la pazienza facilmente», precisa Nicole, aggiungendo: «Di punto in bianco diventava oppressivo, geloso. Quando perdeva la pazienza rompeva le cose».

Intanto Nizza Monferrato è sotto shock. La comunità, ancora incredula, si prepara a salutare Zoe con il rispetto dovuto a una vita spezzata troppo presto. Il sindaco Simone Nosenzo ha annunciato che il giorno dei funerali sarà lutto cittadino, anche se la data delle esequie non è ancora stata fissata, in attesa dell’autopsia, con la salma a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il primo cittadino ricorda Zoe come una ragazza conosciuta e benvoluta: «Era una ragazza solare, che spesso incontravo per le vie della città. Credo sia giusto che venga salutata come merita dall’intera comunità che l’ha cresciuta e amata». Un ricordo che si intreccia alla quotidianità di una giovane che stava iniziando a costruirsi un futuro.

Zoe aveva frequentato l’indirizzo musicale alle scuole medie e da meno di due mesi lavorava al Bar della Stazione, per quattro ore al giorno. «Il titolare era soddisfatto di lei e le avrebbe rinnovato il contratto», racconta ancora il sindaco, aggiungendo un dettaglio che rende tutto ancora più doloroso: «So che da grande sognava di diventare psicologa per aiutare gli altri».

La sua vita si è fermata nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, lasciando dietro di sé una città traumatizzata. «Siamo tutti sconvolti», dice Nosenzo, «non si può morire così, aveva 17 anni».

Resta quella chiamata non risposta, resta il racconto di un’amica che ora ricostruisce segnali, comportamenti, fragilità. E resta una comunità che prova a trovare senso davanti a una violenza che ha cancellato il futuro di Zoe.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori