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Cronaca
07 Febbraio 2026 - 17:54
Ragazza uccisa a Nizza Monferrato, fermato Alex Manna, 20 anni: ha confessato
Alex Manna, 20 anni, è stato fermato dai carabinieri per l’omicidio di Zoe Trinchero, la diciassettenne trovata senza vita a Nizza Monferrato, nell’Astigiano, nella tarda serata di ieri. Il giovane, ascoltato a lungo dagli investigatori, ha confessato davanti al pubblico ministero della Procura di Alessandria, che coordina le indagini per competenza territoriale. Al termine dell’interrogatorio è stato trasferito in carcere.
Secondo quanto emerso finora, Manna sarebbe stato l’ultimo a vedere Zoe prima della morte e non avrebbe avuto con lei alcun legame sentimentale. Fin dalle prime ore dell’inchiesta, i carabinieri avevano rilevato evidenti incongruenze nelle sue dichiarazioni, rese in caserma alla presenza del legale e del pubblico ministero Giuseppe Ferrando. Da qui l’avvio di una serie di accertamenti approfonditi che hanno portato rapidamente al fermo.

Il procuratore Giuseppe Ferrando
La ragazza aveva terminato il turno serale al Bar della Stazione di Nizza Monferrato, dove lavorava part time, intorno alle 21. In seguito aveva raggiunto il centro cittadino insieme ad alcuni amici, per poi allontanarsi dal gruppo per incontrare il presunto aggressore. Da quel momento si erano perse le sue tracce.
Il corpo è stato rinvenuto poco prima di mezzanotte nel greto del rio Nizza, un piccolo corso d’acqua che attraversa la città, in una zona non lontana dal centro. Il cadavere presentava evidenti segni di violenza: percosse diffuse, lesioni nella zona del collo e vistose tumefazioni al volto, elementi che hanno subito fatto ipotizzare un’aggressione mortale. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione le ultime ore di vita della ragazza e chiarire movente e dinamica dell’accaduto, mentre la comunità di Nizza Monferrato resta sconvolta dalla tragedia.
«Siamo stati aggrediti». Sarebbe stata questa la versione inizialmente fornita da Alex Manna agli investigatori.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Zoe e Manna avrebbero trascorso la serata a cena a casa di alcuni amici, per poi allontanarsi insieme. Poco dopo, il giovane avrebbe contattato gli stessi amici sostenendo che entrambi erano stati aggrediti da un uomo di origine nordafricana, noto in città per gravi problemi psichiatrici. Una ricostruzione ritenuta priva di fondamento, ma che ha contribuito ad alimentare tensioni e sospetti.
Dopo il ritrovamento del corpo della ragazza, una trentina di giovani si è infatti radunata in modo minaccioso sotto l’abitazione dell’uomo indicato come presunto aggressore. È stato necessario l’intervento dei carabinieri per metterlo in sicurezza ed evitare conseguenze più gravi. Tutti i partecipanti al raduno improvvisato saranno denunciati per i disordini provocati, mentre le indagini proseguono per chiarire definitivamente la dinamica dei fatti e accertare ogni responsabilità.

Una ragazzina allegra, solare e con un sogno: diventare psicologa “per aiutare gli altri”. Non importa chi sia a parlare: a Nizza Monferrato, una città di diecimila abitanti dove tutti conoscono tutti, le parole che si spendono per parlare di Zoesono queste e poche altre. Una diciassettenne capace di suscitare affetto e simpatia al primo sguardo. “Un peperino che studiava, lavorava e si dava un gran da fare”, dice uno dei suoi tanti amici.
La morte di Zoe Trinchero ha sconvolto la routine di questa località incastonata fra Alessandria, Asti, Alba e quelle vigne del Piemonte che producono vini rinomati in tutto il mondo. La rabbia è montata non appena si è sparsa la notizia del ritrovamento del suo corpo senza vita. Uno stato d’animo che per poco non ha provocato una seconda tragedia e che ha visto protagonista, suo malgrado, un giovane di origini straniere che vive a Nizza fin da quando era bambino. Il giovane ha dei problemi ed è seguito dai centri di igiene mentale: quando si è diffusa la notizia della morte di Zoe, le paure e i pregiudizi della gente hanno preso il sopravvento. La sua casa è stata stretta d’assedio da diversi cittadini, al punto che sono dovuti intervenire i carabinieri per prenderlo in consegna e metterlo al sicuro. Si è poi chiarito che lui, con Zoe, non c’entrava niente.
Ora che sono scattate le manette a Nizza restano il dolore, lo sconcerto, l’incredulità. Nessuno dice che in città sia sempre filato tutto liscio. È Leonardo, 20 anni, uno dei tanti amici di Zoe: “Quando uscivamo alla sera andavamo sempre a prenderla al lavoro. Con la gente che gira da queste parti non ci fidavamo a lasciarla sola”. Non solo. Il giovane, riferendosi a una delle tante persone ascoltate dai carabinieri prima di procedere all’arresto del sospettato, ha detto che “non è esattamente un personaggio tranquillo”. “Ma per fare una cosa del genere, sempre ammesso che sia stato lui, deve essere impazzito”, ha aggiunto.
Zoe non era fidanzata. Qualche tempo fa aveva detto “no” a un ragazzo che la stava corteggiando, ma era finita lì. “A me – dice Nicole, l’amica del cuore – non ha mai raccontato niente di preoccupante. E fra noi credo che non ci fossero segreti”.
Dal 9 dicembre Zoe lavorava al bar della stazione. Quattro ore al giorno. “Proprio ieri – dice il titolare – avevamo parlato di rinnovo del contratto. Era molto cordiale con i clienti, si faceva voler bene. Gli amici passavano sempre a prenderla ma restavano fuori, educatamente, ad aspettare che uscisse. È andata così anche venerdì. Dopo le ultime battute ha salutato tutti dicendo ‘ci vediamo domani’”.
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