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Cronaca
05 Febbraio 2026 - 14:33
Droga destinata allo spaccio interno, maxi sequestro nel carcere di Cuneo dopo i controlli sui familiari dei detenuti
Un controllo durante un colloquio in carcere ha fatto scattare un’operazione antidroga che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di stupefacente destinato allo spaccio all’interno della casa circondariale di Cuneo. A renderlo noto è il sindacato Osapp, che ricostruisce l’attività condotta dalla polizia penitenziaria e culminata nel sequestro complessivo di circa 500 grammi di hashish e di 3.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
L’intervento risale allo scorso 3 febbraio ed è partito dal controllo di un familiare di un detenuto. Durante le verifiche, gli agenti avrebbero rinvenuto 200 grammi di hashish, elemento che ha immediatamente fatto emergere il sospetto di un canale di rifornimento stabile verso l’interno dell’istituto penitenziario. A quel punto, su disposizione della Procura, l’attività si è estesa con una perquisizione straordinaria che ha interessato abitazioni private e autovetture riconducibili alle persone coinvolte.
Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di recuperare altri 300 grammi di sostanza stupefacente, oltre a una somma di denaro contante che, secondo gli investigatori, sarebbe compatibile con i proventi di uno spaccio organizzato tra le mura del carcere. Un quadro che rafforza l’attenzione su un fenomeno strutturale, quello dell’introduzione di droga negli istituti di pena, spesso legato a reti esterne che sfruttano i contatti con i detenuti.
Sull’operazione è intervenuto il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti: «Ancora una volta la polizia penitenziaria dimostra elevatissimi standard di professionalità, senso del dovere e attenzione alla sicurezza, operando quotidianamente in contesti complessi e spesso caratterizzati da gravi criticità strutturali». Beneduci ha poi richiamato le difficoltà croniche del sistema carcerario, sottolineando come «nonostante la carenza di organico e il persistente sovraffollamento, le donne e gli uomini della polizia penitenziaria continuino a garantire legalità e sicurezza all’interno degli istituti, tutelando non solo l’ordine penitenziario ma l’intera collettività».
L’operazione di Cuneo riporta al centro il tema dei controlli sui colloqui e sui contatti esterni, considerati uno dei passaggi più delicati nella prevenzione del traffico di stupefacenti in carcere. Un fronte su cui la polizia penitenziaria è chiamata a operare quotidianamente, spesso con risorse limitate, per arginare un fenomeno che incide direttamente sulla sicurezza interna e sull’equilibrio degli istituti di pena.

Immagine di repertorio
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