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Cronaca

Telecamere illegali e lavoro nero: bar nei guai tra Mappano e Leini, titolari denunciati

Controlli dei Carabinieri nel Torinese: sistemi di videosorveglianza non autorizzati e un dipendente irregolare, attività sospesa

Carabinieri della tutela del lavoro

Carabinieri della tutela del lavoro

Una serie di controlli mirati nei primi mesi dell’anno ha portato alla scoperta di lavoro nero e sistemi di videosorveglianza installati senza autorizzazione in alcuni esercizi commerciali del Torinese. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro insieme all’Arma Territoriale del Comando Provinciale Carabinieri di Torino, con verifiche concentrate sul territorio della Compagnia Carabinieri di Venaria Reale.

Gli accertamenti, finalizzati a verificare il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e a contrastare il fenomeno del lavoro irregolare, hanno riguardato diversi esercizi commerciali, con particolare attenzione ai bar situati nei comuni di Mappano e Leini. Proprio in questi due centri sono emerse le irregolarità più rilevanti.

Nel primo caso, a Mappano, i militari hanno accertato la presenza di un impianto di videosorveglianza installato all’interno dei luoghi di lavoro senza la preventiva autorizzazione dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Torino, come previsto dalla normativa vigente. L’illecito ha comportato una prescrizione penale nei confronti del datore di lavoro e l’immediata rimozione delle telecamere, che potranno essere reinstallate solo dopo il rilascio dell’autorizzazione prevista dalla legge.

Foto di repertorio

Più grave la situazione riscontrata a Leinì, dove all’interno di un altro esercizio commerciale è stata accertata la presenza di un lavoratore in nero su due dipendenti presenti. In questo caso è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale, che potrà riprendere soltanto dopo la regolarizzazione del rapporto di lavoro, con la formale assunzione del dipendente e il pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali relativi al periodo di lavoro sommerso.

L’attività ispettiva ha portato al deferimento alla Procura della Repubblica di Ivrea di un datore di lavoro per la violazione dell’articolo 4 della legge 300 del 1970, che disciplina l’uso degli strumenti di controllo a distanza nei luoghi di lavoro. Nel secondo caso, oltre alla sospensione temporanea dell’attività, sono stati avviati i provvedimenti previsti per il contrasto al lavoro nero.

Complessivamente, le sanzioni amministrative e penali elevate nell’ambito dei controlli ammontano a 4.500 euro. Le autorità ricordano che i provvedimenti adottati rientrano nella fase delle indagini preliminari e che, per i soggetti coinvolti, vige la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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