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05 Febbraio 2026 - 09:47
Alessandra Eusebietti aveva 60 anni
Domani, venerdì 6 febbraio, Volpiano saluterà Alessandra Eusebietti. I funerali si terranno in forma privata alle 14.50, seguiti alle 15.30 dalla cerimonia di commiato al Tempio di Mappano. Un addio composto, come lei. Ma il silenzio che resterà sarà tutt’altro che leggero.
Alessandra Eusebietti aveva 60 anni ed era molto più di una violinista stimata: era una maestra nel senso pieno del termine, capace di tenere insieme rigore e umanità, tecnica e ascolto, musica e persone. La sua scomparsa ha colpito nel profondo Volpiano e l’intero mondo musicale canavesano, che in queste ore si stringe attorno alla famiglia.
All’Istituto Musicale Lessona, dove insegnava da anni ed era un punto di riferimento riconosciuto, il dolore ha preso forma in parole semplici e vere. «Insegnare la musica significa seminare bellezza e Alessandra l’ha fatto con una dedizione rara, col suo contagioso sorriso, con la sua generosa disponibilità», scrive l’associazione. «Ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei suoi allievi e di tutti noi». Nessuna retorica: solo la fotografia fedele di ciò che era ogni giorno in aula.
La musica, per lei, non è mai stata un ornamento. Era una responsabilità. Aveva iniziato a studiare violino a 9 anni al Liceo Musicale di Ivrea e già a 12 suonava in orchestre da camera, prima come violino di fila, poi come primo violino. Nel 1987 il diploma al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, sede di Cuneo, e da lì una carriera costruita senza scorciatoie: audizioni vinte, concorsi superati, collaborazioni con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Giovanile Italiana, oltre a un’intensa attività cameristica.
Ma il centro del suo lavoro era l’insegnamento. Violino, teoria, solfeggio, coro, propedeutica, direzione d’orchestra: Alessandra Eusebietti ha formato generazioni di allievi alla Scuola di musica “Depaoli” di Leinì, al Liceo Musicale di Ivrea, all’Istituto Lessona di Volpiano, alla Scuola di musica “Ottantotto” di Castagneto Po, preparando studenti agli esami di solfeggio di livello A, B e C del Conservatorio torinese. Sempre con lo stesso metodo: esigente, chiaro, mai umiliante. E soprattutto coerente.
Chi l’ha conosciuta parla di competenza, gentilezza, sensibilità musicale. Qualità che non si improvvisano e che non si insegnano solo con le note. Si trasmettono con l’esempio, giorno dopo giorno. È per questo che domani non sarà soltanto un commiato. Sarà un momento di memoria collettiva, di gratitudine silenziosa, di rispetto profondo.
La musica continuerà. Ma l’impronta di Alessandra Eusebietti resterà lì dove conta davvero: nelle mani di chi ha imparato a suonare grazie a lei, e nello sguardo di chi ha capito, grazie a lei, che la bellezza va coltivata con serietà.
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