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Cronaca
02 Febbraio 2026 - 19:00
Rifiuti camuffati da ricambi e spediti all’estero, bloccato a Cuneo un carico pronto a partire (foto di repertorio)
Un container carico di rifiuti illeciti, nascosti con cura tra materiali regolarmente dichiarati, stava per lasciare l’Italia diretto verso la Somalia. La spedizione è stata bloccata a Cuneo dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (Nipaaf) insieme al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Al termine dei controlli, un autodemolitore cuneese è stato denunciato.
L’attenzione degli investigatori si è concentrata su una spedizione ritenuta anomala. Il container, pronto per l’imbarco, risultava formalmente in regola. Alla dogana erano state dichiarate parti di veicoli e pezzi di ricambio bonificati, materiali che, sulla carta, potevano essere esportati. Ma l’ispezione fisica ha raccontato un’altra storia.
All’interno del container, oltre alla merce dichiarata, erano presenti notevoli quantità di rifiuti. Manicotti in gomma, parafanghi, volanti di camion, snorkel e altre parti di veicoli non bonificate, classificabili come rifiuti a tutti gli effetti. Materiali che non avrebbero potuto lasciare il Paese.
I rifiuti non erano visibili a un primo sguardo. Erano stati occultati con attenzione all’interno di due cabine di camion Iveco e in un cassone metallico sistemato sul fondo del container. Un tentativo evidente di eludere i controlli e far passare il carico come regolare.
Durante le verifiche, il titolare dell’azienda, che figurava anche come spedizioniere, non è stato in grado di fornire una spiegazione plausibile sulla presenza di quei materiali. Nessuna documentazione, nessuna giustificazione tecnica o amministrativa. Un vuoto che ha rafforzato i sospetti degli inquirenti.
A quel punto è scattato il sequestro penale delle cabine e del cassone utilizzati per nascondere i rifiuti. Il container è stato bloccato prima della partenza, interrompendo una spedizione che avrebbe portato all’estero materiali smaltiti illegalmente.
L’autodemolitore è stato denunciato per spedizione illegale di rifiuti e per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Contestazioni pesanti, che riguardano non solo il profilo ambientale ma anche quello penale e documentale.
L’operazione rientra nell’attività di controllo sulle esportazioni di rifiuti, un settore particolarmente esposto a traffici illeciti. L’invio verso Paesi extraeuropei, soprattutto quelli con sistemi di smaltimento meno strutturati, rappresenta una delle principali criticità monitorate dalle forze dell’ordine.
Il sequestro evita che materiali potenzialmente inquinanti finiscano fuori dai circuiti legali di trattamento e smaltimento. Un intervento che conferma l’attenzione degli investigatori su un fenomeno che, nonostante le norme stringenti, continua a emergere con nuove modalità.

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