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Sanità

"Mancano i medici di famiglia? È tutta colpa della politica!"

Parla uno dei dottori del nostro territorio

Medico (foto d'archivio)

Medico (foto d'archivio)

Il duro attacco da parte del Sindaco Renzo Galletto, contro i medici che hanno scelto di lasciare la città e andare a Borgofranco, provoca reazioni.

Reazioni durissime come quelle del dottor Salvatore Siciliano. 

Il Dottor Siciliano

È tutto sbagliato - attacca - quello che ha detto Galletto. È tutto a modo suo, è una cosa che non ha senso. Noi abbiamo solo deciso di fare la medicina di gruppo perché in questa zona non ci sono medici. In questo modo qualche giovane avrà la possibilità di venire qui. La medicina di gruppo, infatti, richiede un ambulatorio unico dove i medici devono stare per un numero minimo di ore”.

Su questo il Sindaco Renzo Galletto, 7 giorni fa, era stato durissimo. Al centro c’era la scelta dei dottori Salvatore Siciliano e Maria Teresa Argentina di lasciare l’ambulatorio di Montalto per “trasferirsi” a Borgofranco.

Il Sindaco di Montalto Renzo Galletto

Dei due medici che vanno a Borgofranco - spiegava Galletto - ad uno manca un anno alla pensione, hanno deciso di aggregarsi all’ambulatorio privato che c’è vicino alla farmacia di Borgofranco. Secondo me è un problema di etica professionale. Se i medici scelgono di andare altrove questo non è un problema che posso risolvere io. Il Comune non può pagare l’affitto a medici che incassano 100 mila euro l’anno. Il servizio dei prelievi è comunale, il resto sono i clienti dei singoli medici, purtroppo i medici non si comportano in modo corretto. Io non posso trattenere i medici in città”.

Parole durissime che non potevano che scatenare una contro replica.

Noi - precisa il dottor Siciliano - non abbiamo abbandonato nessuno. Non è vero, poi, che andrò in pensione tra un anno. È tutto falso, il Sindaco si è inventato tutto, io spero di continuare a lavorare. È vero che è arrabbiato ma lui non ci ha mai preso in considerazione, non ci ha mai risposto, a quel punto la cosa principale era fare la medicina di gruppo. Qui a Borgofranco riusciamo a servire tanti comuni”.

Parliamo, infatti, di un comune piuttosto baricentrico. 

Il nostro territorio - prosegue Siciliano - va da Montalto a Carema, poi ci sono Quassolo, Tavagnasco. Borgofranco è un po’ in mezzo, è stata scelta perché lì tutti possono accedere ed è vicinissimo a quasi tutti i comuni. Mentre Montalto è decentrato, non era possibile fare lì la medicina di rete. Per questo, quindi, abbiamo scelto questa nuova organizzazione. La realtà è che la situazione del paziente migliorerà: a Borgofranco avremo la segretaria, l’infermiera. Purtroppo qualcuno può essere danneggiato ma da Montalto a Borgofranco sono 2 chilometri. Cambia poco, non sono distanze incolmabili. Certo, capisco che per alcuni anziani potrebbero esserci delle difficoltà”. 

Occhio, che, però, in Piemonte mancano i medici! A dare l’allarme a riguardo di questo delicato tema è stata la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), che a fine 2022 aveva inviato una lettera all’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, sollecitando la pubblicazione del bando per la formazione in medicina generale dei neo-laureati. 

I dati, in questo senso, sono tutt’altro che rassicuranti: a Torino i posti coperti sono il 53% e per quanto riguarda l’Alsl TO4, di Ivrea e del Canavese, i posti coperti sono 10, a fronte dei 47 necessari per essere al completo.

Di chi è la colpa?

L’abbiamo chiesto al dottor Siciliano.

Dei politici come Galletto, - comment il dottore - lui come Sindaco non ha moltissimi poteri ma diciamo che la colpa è della classe politica: da lui in su che hanno fatto una programmazione sbagliata”. 

E poi? C’è la questione della così detta “fuga dei cervelli”.

Oltre alla programmazione sbagliata - continua Siciliano - c’è un altro problema: da me sono venuti medici giovani, hanno fatto la formazione e poi sono andati a lavorare in Svizzera. Perché qui la trafila è lunga mentre, negli altri posti, i medici italiani sono apprezzati, li prendono facilmente, iniziano a lavorare subito. Io faccio il medico da 40 anni, ho 67 anni. Sono qui, in questo distretto, dal 1987. I medici, in Italia, ci sono ma se dopo aver studiato vanno all’estero si può fare davvero poco. Io ho mio genero che fatica da 5 anni, i suoi amici sono andati all’estero e lavorano tutti già da tempo, perché qui le cose non vanno così?”. 

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