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In 50mila al corteo di Libera a Torino: «la fame di verità non si ferma»

Don Ciotti scuote la città contro le mafie, Meloni: «vicina alle vittime». Sfilano politici, attivisti e familiari

Il corteo di Libera a Torino

Il corteo di Libera a Torino

Oltre 50mila persone hanno partecipato a Torino il 21 marzo alla trentunesima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera. Un corteo imponente che ha attraversato la città da piazza Solferino a piazza Vittorio Veneto, riportando il tema della lotta alle mafie al centro del dibattito pubblico.

Ad aprire la manifestazione è stato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha salutato la folla con parole forti: «Che la nostra fame di verità e giustizia non si fermi con questo giorno, ma diventi il pane di ogni giorno, sempre insieme liberi».

Il sacerdote ha poi ribadito la necessità di un impegno costante: «Perché le mafie ci sono, sono in continua trasformazione e dobbiamo esserci ancora di più noi». Prima della partenza del corteo, don Ciotti ha abbracciato alcuni familiari delle vittime, presenti con cartelli e immagini dei propri cari. Le vittime innocenti ricordate sono 1.117 e, come ha sottolineato lo stesso fondatore di Libera, «non dimentichiamo che l'80% di loro non conosce la verità», aggiungendo che «la memoria non può andare in prescrizione».

Alla manifestazione ha preso parte anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, insieme al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a Maurizio Landini, all’ex magistrato Federico Cafiero De Raho, a Luciana Littizzetto, al conduttore Pif e all’ex magistrato Gian Carlo Caselli, che ha chiuso l’evento tra gli applausi. Sul palco anche Cristina Caccia, figlia del procuratore Bruno Caccia, ucciso dalla ’ndrangheta nel 1983, che continua a chiedere piena verità sulla vicenda.

La premier Giorgia Meloni ha commentato sui social: «Il nostro pensiero va anzitutto a tutte le vittime innocenti e alle loro famiglie, che portano ogni giorno il peso di un dolore che riguarda l'intera Nazione». E ha aggiunto: «Il nostro ringraziamento va a chi ha sacrificato la propria vita per proteggere quella altrui: donne e uomini, servitori dello Stato, imprenditori e cittadini che non hanno mai piegato la testa di fronte ai ricatti del crimine organizzato, e a quegli eroi silenziosi che ogni giorno lavorano incessantemente per difendere la legalità».

Presente al corteo anche Elly Schlein, così come Maurizio Landini, che hanno scelto il silenzio elettorale. Successivamente, la leader del Partito Democratico ha scritto: «Come ogni anno anche per questo 21 marzo, stavolta a Torino, camminiamo insieme a Libera, a tante associazioni e giovani nella Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti delle mafie, fianco a fianco coi loro familiari che ancora lottano per avere verità e giustizia».

L’edizione di quest’anno ha segnato il ritorno della manifestazione nel capoluogo piemontese dopo 20 anni. Al centro dell’intervento di don Ciotti anche temi più ampi: dalle critiche al mancato accordo in Parlamento sulla legge sul consenso, alla preoccupazione per la crescita del settore industriale legato alla spesa militare in Piemonte, fino al sostegno alla proposta in Commissione antimafia per tutelare le donne che si allontanano dai contesti mafiosi e all’appello a non ignorare il dramma dei migranti nel Mediterraneo.

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