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Torino sperimenta la felicità: emozioni, inclusione e nuove consapevolezze

Tra spettacoli, testimonianze e iniziative sociali, il Festival della Felicità ha trasformato la città in un laboratorio di emozioni e consapevolezza

La felicità non è un lusso, ma una competenza che si può allenare e condividere”. Con queste parole Walter Rolfo ha presentato la terza edizione del Festival della Felicità, andato in scena a Torino dal 13 al 20 marzo, confermando un progetto che negli anni ha saputo crescere e radicarsi nel territorio, coinvolgendo pubblici diversi e portando un messaggio universale.

Il cuore della manifestazione è stato martedì 17 marzo all’Inalpi Arena con “Vite – Storie di Felicità”, un doppio appuntamento pensato per unire formazione e intrattenimento. La giornata si è aperta al mattino con un evento dedicato alle scuole: centinaia di studenti hanno assistito a racconti ed esperienze capaci di ispirare e stimolare riflessioni sul valore della resilienza, della creatività e dell’empatia.

Accanto a Walter Rolfo, fondatore del festival e presidente della Fondazione della Felicità, sono saliti sul palco protagonisti provenienti da mondi diversi ma accomunati da storie significative. Il trasformista Arturo Brachetti ha portato la sua esperienza artistica, mentre Mattia Villardita, noto come lo “Spider-Man” dei bambini, ha raccontato il suo impegno nei reparti pediatrici italiani. Tra gli interventi anche quello di Consuelo Agnesi, architetto ed esperta di accessibilità, e dell’atleta paralimpico Emanuele Lambertini, testimonianza concreta di determinazione e inclusione. A completare il programma, le performance della crew hip hop Ping Pong Pang e del prestigiatore Mattia Bidoli, in arte Flip.

La sera, lo stesso palco si è trasformato in uno spazio aperto al grande pubblico, con uno spettacolo gratuito capace di fondere intrattenimento e narrazione. Tra gli ospiti, la conduttrice radiofonica La Pina, voce storica di Radio Deejay, il giornalista e storyteller Pablo Trincia e il content creator Sebastiano Gravina, conosciuto online come “Videociecato”. Le loro storie, diverse per linguaggio e contenuti, hanno contribuito a costruire un racconto corale della felicità, intesa non come condizione ideale ma come percorso possibile.

Tutti i partecipanti sul palco dell'Inalpi Arena

Il festival, però, non si è limitato agli spazi tradizionali dello spettacolo. Uno degli obiettivi principali degli organizzatori è stato quello di portare momenti di leggerezza e condivisione anche nei contesti più fragili della città, dove il bisogno di vicinanza umana è spesso più forte.

In questa direzione si inserisce l’appuntamento all’ospedale infantile Regina Margherita con “Sorrisi Magici”, uno spettacolo pensato per i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia e Neuropsichiatria. Protagonista Mattia Bidoli, che da oltre quindici anni porta la magia in ospedali, campi profughi e zone di conflitto insieme a un team di artisti specializzati in contesti sanitari, dimostrando come anche un gesto semplice possa diventare un potente strumento di sollievo.

Un’altra tappa significativa è stata quella alla casa circondariale Lorusso e Cutugno, alle Vallette, dove uno spettacolo di magia è stato dedicato ai detenuti, offrendo un momento di evasione simbolica e di riflessione personale.

Il Festival della Felicità si conferma così non solo come una rassegna di eventi, ma come un progetto culturale e sociale capace di diffondere un’idea concreta di benessere, accessibile e condivisibile. Un messaggio reso ancora più forte dal sostegno delle istituzioni: la manifestazione è stata organizzata con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, del Comune di Torino e dell’Università di Torino, in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte.

In un tempo segnato da incertezze e cambiamenti, Torino ha scelto di scommettere sulla felicità non come obiettivo astratto, ma come pratica quotidiana, fatta di relazioni, esperienze e piccoli gesti capaci di fare la differenza.

 

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