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Cronaca
19 Marzo 2026 - 09:09
Torino, rapine con coltelli e spray: sgominata banda che terrorizzava il centro
Colpivano all’improvviso, in pieno centro, tra i giardini Sambuy e il Parco del Valentino, trasformando luoghi frequentati ogni giorno da pendolari e giovani in scenari di violenza. Un gruppo di ragazzi poco più che ventenni è finito in manette dopo un’indagine della polizia di Stato che ha ricostruito tre episodi di rapina aggravata, messi a segno con modalità brutali e ripetute nel tempo.
Secondo quanto emerso, i quattro — tutti tra i 20 e i 22 anni — agivano in branco. Avvicinavano le vittime, spesso scelte tra passanti soli, e in pochi secondi entravano in azione: coltelli per intimidire, spray urticante per accecare e neutralizzare ogni tentativo di reazione, poi il colpo rapido, con le collane d’oro strappate dal collo. Infine la fuga, studiata per dileguarsi tra la folla o nei viali dei parchi.
Gli episodi accertati sono tre. Due si sono verificati nel giardino Sambuy, proprio davanti alla stazione di Porta Nuova, uno snodo nevralgico della città, frequentato a tutte le ore. Il terzo è avvenuto nella zona del Valentino, altra area simbolo della movida torinese. In tutti i casi, spiegano gli investigatori, il copione era identico, segno di un’organizzazione precisa e di ruoli ben definiti all’interno del gruppo.
A incastrare la banda è stato un lavoro investigativo serrato. Gli agenti della squadra mobile hanno passato al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza, incrociato i dati con i riconoscimenti fotografici e monitorato i movimenti dei sospettati sul territorio. Un’attività che ha permesso di risalire all’identità dei componenti e di delineare la struttura del gruppo, individuando anche chi ne deteneva la leadership.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha portato nei giorni scorsi all’esecuzione delle misure cautelari. Due dei giovani, cittadini egiziani, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia in carcere eseguita dalla sezione “Falchi” della squadra mobile. Un terzo, ritenuto il capo della banda, si trovava già detenuto per fatti analoghi ed è stato raggiunto da un ulteriore provvedimento. Complessivamente sono quattro le persone arrestate nell’ambito dell’operazione.
Non solo violenza in strada. Dalle indagini è emerso anche un altro elemento che restituisce il clima in cui maturavano le aggressioni. Alcuni dei ragazzi erano particolarmente attivi sui social, soprattutto su TikTok, dove pubblicavano contenuti con atteggiamenti provocatori, tra ostentazione e sfida. In alcuni casi, secondo gli inquirenti, emergeva una sorta di narrazione delle proprie “imprese”, quasi a voler trasformare le rapine in un segno di riconoscimento all’interno del gruppo.
Un dettaglio che apre uno squarcio su una dinamica sempre più frequente: la ricerca di visibilità online che si intreccia con comportamenti criminali, amplificando il senso di impunità e contribuendo a creare modelli distorti.
L’operazione rappresenta l’ultimo tassello di un’indagine più ampia che negli ultimi mesi aveva già portato ad altri arresti legati allo stesso contesto. Un’attività che ha consentito di ridurre una scia di episodi violenti che aveva iniziato a generare preoccupazione tra i cittadini, soprattutto nelle zone centrali e nei luoghi della movida.
Resta ora il lavoro della magistratura per accertare tutte le responsabilità e verificare eventuali ulteriori episodi riconducibili al gruppo. Intanto, per le vittime di quelle aggressioni improvvise e per una città che aveva visto crescere il senso di insicurezza, l’operazione segna un punto fermo: la banda che seminava paura tra Porta Nuova e il Valentino è stata fermata.
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