La storia di Hunter, un gatto di Pont Canavese, sta mobilitando decine di persone online. Il felino, uno dei quattro gatti di Sara Giolitto, sta combattendo contro la FIP – Peritonite Infettiva Felina, una delle malattie più gravi che possano colpire i gatti.
Per affrontare cure, farmaci ed esami specialistici, Sara ha avviato una raccolta fondi online intitolata “Aiuta Hunter nella battaglia contro la FIP”, che nelle ultime settimane ha raccolto migliaia di euro grazie alle donazioni e alle condivisioni di molte persone che stanno seguendo la storia del gatto.

Il peggioramento delle condizioni di Hunter è iniziato alla fine di gennaio, quando il gatto ha smesso improvvisamente di mangiare e bere. Da lì è iniziata una serie di visite veterinarie e terapie d’urgenza.
«Hunter non è migliorato… per cui ora lo stiamo portando di nuovo dal veterinario, che farà flebo idratazione e antibiotico. Purtroppo sono 24 ore che non mangia e non beve», scriveva Sara nei primi aggiornamenti.
I veterinari hanno avviato una terapia intensiva con flebo antibiotiche e idratanti, ma la situazione è rimasta critica per diversi giorni. In alcuni momenti sono arrivati piccoli segnali incoraggianti, come quando il gatto ha ricominciato ad alzarsi e muoversi autonomamente.
«Oggi un piccolo passo avanti! Hunter si è alzato da solo… non ha ancora mangiato ma ha iniziato a essere leggermente più reattivo».

Le condizioni del gatto sono però rimaste instabili e a inizio febbraio si è verificata anche una reazione avversa a un farmaco, con tremori e forte agitazione.
«È stato durissimo vederlo soffrire così… proprio ora che l'infezione sembra finalmente regredire», racconta Sara.
Gli esami successivi hanno escluso alcuni timori iniziali ma hanno evidenziato versamenti polmonari e possibili problemi cardiaci. È in quel momento che i veterinari hanno iniziato a sospettare la malattia più temuta.
«In questo caso potrebbe anche essere preso in considerazione la FIP… e fa paura».
Il sospetto è stato poi confermato. Hunter è affetto dalla forma neurologica della FIP, una delle varianti più difficili da trattare. I sintomi principali riguardano infatti il sistema nervoso: il gatto fatica a reggersi sulle zampe posteriori e presenta rigidità e debolezza.
Nel frattempo l’ecocardiogramma ha evidenziato anche un problema cardiaco, probabilmente una miocardite, che richiede ulteriori controlli.
«L'ecocardiogramma ha purtroppo confermato un problema cardiaco… Hunter è stato un guerriero», scrive Sara.

Per combattere la malattia è stata avviata la terapia specifica contro la FIP, un trattamento lungo e impegnativo che dura 84 giorni. Dopo una prima fase con farmaci per via orale, è stato necessario passare alle iniezioni del medicinale specifico, più efficaci ma anche molto costose.
«La cura per bocca non è più sufficiente… abbiamo bisogno delle fiale del farmaco iniettabile… quasi 600 euro».

A inizio marzo è iniziato il ciclo di punture.
«Oggi abbiamo iniziato con la prima iniezione del farmaco… questa è la speranza più grande per guarire».
Al momento Hunter ha iniziato la terapia ma i miglioramenti sono ancora limitati. L’appetito è tornato, ma i problemi neurologici persistono.
«Siamo alla quarta puntura… per adesso nessun miglioramento significativo. Ma Hunter ha molta forza… vuole farcela a vincere questa battaglia».
Le cure, gli esami e i controlli veterinari hanno comportato spese molto elevate, motivo per cui Sara ha aggiornato più volte l’obiettivo della raccolta fondi per coprire farmaci, analisi del sangue, ecocardiogrammi ed ecografie necessari per monitorare anche la miocardite.
«Grazie a chi sta prendendo a cuore la storia di Hunter e ci sta aiutando con le donazioni e condivisioni».
La FIP (Peritonite Infettiva Felina) è una malattia virale causata da una mutazione del coronavirus felino, molto diffuso tra i gatti. In una piccola percentuale di casi il virus muta e provoca una risposta infiammatoria grave che può colpire diversi organi, tra cui sistema nervoso, cuore, fegato e polmoni.
Per molti anni la FIP è stata considerata quasi sempre fatale. Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi farmaci antivirali che possono offrire una possibilità di guarigione, ma richiedono terapie lunghe, controlli costanti e costi molto elevati, spesso sostenuti interamente dai proprietari.
È proprio questa la battaglia che Sara Giolitto sta affrontando per il suo gatto: una corsa contro il tempo fatta di cure quotidiane, esami specialistici e speranza.
E mentre Hunter continua a combattere, la sua storia sta raccogliendo sempre più solidarietà.
«Forza Hunter… non ti lasceremo solo», scrive Sara nei suoi aggiornamenti.
