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La Voce degli Animali

Cavalli al macello, oltre 250mila firme per fermare le uccisioni: cresce la pressione sul Governo

Scontro tra priorità politiche e richieste dei cittadini: mentre l’UE discute il divieto del “meat sounding”, in Italia oltre 250mila persone chiedono di vietare la macellazione degli equidi riconoscendoli come animali d’affezione

Cavalli

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Mentre l’Unione Europea discute il divieto di utilizzare nomi tradizionalmente associati alla carne per indicare prodotti vegetali – il cosiddetto “meat sounding” – in Italia cresce la mobilitazione per fermare la macellazione dei cavalli. In pochi mesi, infatti, la petizione promossa da Animal Equality per chiedere al Governo di riconoscere gli equidi come animali d’affezione ha superato le 250mila firme, un numero che secondo gli attivisti dimostra come sempre più cittadini chiedano la fine della macellazione di questi animali a scopo alimentare.

Parallelamente, in Parlamento sono già state presentate diverse proposte di legge. Alla Camera dei Deputati sono attualmente in discussione le iniziative dell’On. Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), dell’On. Susanna Cherchi (Movimento 5 Stelle) e dell’On. Luana Zanella (Alleanza Verdi e Sinistra), che puntano a riconoscere agli equidi uno status giuridico di animali d’affezione. A queste si aggiunge anche la proposta presentata dall’On. Eleonora Evi (Partito Democratico), assegnata alla Commissione Agricoltura, che prevede tra l’altro disposizioni per la tutela degli equidi e misure per favorire la riconversione degli allevamenti.

La campagna di Animal Equality era stata lanciata nel 2023 con l’obiettivo di ottenere un divieto nazionale alla macellazione dei cavalli, riconoscendo tutti gli equidi come animali da compagnia, sul modello di quanto già avvenuto in Grecia. Nel 2020, infatti, il governo ellenico ha vietato la macellazione dei cavalli e anche il loro allevamento, utilizzo ed esportazione per la produzione di carne, pelli, cuoio e altri prodotti.

Il direttore esecutivo di Animal Equality Italia, Matteo Cupi, ha commentato il risultato della petizione sottolineando la crescente sensibilità dell’opinione pubblica. «Il superamento delle 250mila firme in pochi mesi dimostra che i cittadini italiani favorevoli a riconoscere gli equidi come animali d’affezione sono sempre di più. Presenteremo le prime firme raccolte ai Ministeri competenti per ribadire che il Governo deve prendere in considerazione questa richiesta fermando la macellazione di tutti gli equidi. Il consumo di questi animali rappresenta di fatto una nicchia che genera solo sofferenza, mentre la maggioranza degli italiani sceglie di non consumare la carne equina e prova al contrario molta empatia nei loro confronti».

Secondo i dati dell’Anagrafe Zootecnica, riportati anche nel Dossier della Camera dei Deputati, in Italia la macellazione degli equidi è in calo costante da oltre dieci anni. Anche i dati sui consumi sembrano confermare questa tendenza. Una ricerca condotta da Ipsos e pubblicata da Animal Equality indica che tra il 92% degli italiani che consumano carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una percentuale in diminuzione nell’ultimo anno. Al contrario, l’83% degli italiani afferma di non consumare carne equina. Tra questi, il 73% motiva la scelta dichiarando di provare empatia nei confronti di questo animale.

La questione si intreccia anche con le condizioni di macellazione. Il team investigativo di Animal Equality ha documentato, secondo quanto riferito dall’organizzazione, gravi abusi e violazioni delle norme sul benessere animale. Un’inchiesta sotto copertura condotta tra novembre 2024 e giugno 2025 all’interno del macello equino Zerbini & Ragazzi, in Emilia-Romagna, avrebbe evidenziato criticità e negligenze nelle procedure di stordimento e macellazione degli animali.

L’Emilia-Romagna risulta inoltre tra le regioni con maggiore consumo di carne di cavallo: con il 9% si colloca al terzo posto in Italia, dopo la Puglia (11%) e la Lombardia (24%).

La discussione resta quindi aperta tra sensibilità etica, tradizioni alimentari e interventi legislativi. Mentre a livello europeo si discute di etichettatura dei prodotti vegetali, in Italia cresce la pressione per un cambiamento normativo che potrebbe ridefinire il rapporto tra cittadini, istituzioni e tutela degli animali.

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