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Musica
27 Aprile 2026 - 16:24
Un viaggio tra continenti, lingue e identità che diventa musica. Con “Senza Fiato”, la cantautrice e produttrice Birthh firma il suo primo album interamente in italiano, segnando una svolta artistica e personale dopo anni di esperienze internazionali.
Il progetto nasce tra Brooklyn, Milano e le colline toscane, in un percorso definito dalla stessa artista “transatlantico”. Un disco autobiografico che racconta gli ultimi anni della sua vita, intrecciando emozioni, sonorità e cambiamenti profondi.
“Geograficamente questo disco nasce in casa mia a Brooklyn - ha raccontato Birthh - perché dopo essermi trasferita a New York ho iniziato ad ascoltare tantissima musica italiana, anche per sentirmi più vicina a casa, per nostalgia. E con lei ho iniziato anche a scrivere in italiano”.
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Una scelta nata quasi per caso, senza un progetto iniziale definito. “Io scrivo in freestyle, quindi molto spesso non ho un grande controllo di quello che dico in fase di composizione - ha spiegato la voce di ‘Truman’ - salvo poi scoprirne dopo il senso ed emozionarmi”.
Solo in seguito è arrivata la consapevolezza di voler costruire un intero disco nella lingua madre. “Dopo un paio di esperimenti che mi convincevano ho capito che volevo fare un disco così - ha detto Birthh - E ho sentito l'esigenza di tornare nei posti dove sono cresciuta”.
Da quel momento, il lavoro ha preso forma tra Stati Uniti e Italia. “Questo disco è estremamente transatlantico in tutti i modi - ha raccontato l'artista - perché metà dei brani sono stati scritti a New York e metà in Italia, tra Milano e la Toscana dove vive mia madre”.
Il passaggio all’italiano ha avuto un impatto profondo anche sul piano emotivo. “È qualcosa che capisco forse più a posteriori - ha spiegato Birthh - e sicuramente partire dalla lingua dei miei genitori ha avuto un impatto molto più viscerale, molto difficile da spiegare a parole”.
Un cambiamento che si riflette anche nella crescita personale. “Questo disco racconta un po' gli ultimi tre anni della mia vita. Sono cambiata molto anche grazie all'aver scritto questo album”.
Dal punto di vista musicale, “Senza Fiato” attraversa generi e influenze: dal cantautorato italiano all’urban, fino all’alternative-pop e alle sonorità elettroniche della scena newyorkese. “Ho filtrato tutto tramite il mio gusto - ha spiegato Birthh - per fare ciò che mi piaceva senza pensare troppo a dove sarebbe andato il disco o alla sua posizione nel mercato”.
Una libertà che si traduce anche nel racconto della complessità della vita. “Penso che la vita sia veramente ricca - ha commentato Birthh - piena di colori e di tante sfumature diverse, anche quasi in contrasto fra loro. Mi affascina riuscire a inserire uno spettro completo all'interno dei miei lavori”.
Tra i brani più significativi, “Total Black”, nato da una notte in un club queer di Brooklyn, rappresenta il lato più oscuro del progetto. “Anche il nero è un colore - ha commentato Birthh parlando del brano - e questo disco ha lati più scuri perché stiamo vivendo un periodo storico non facile, che io non voglio ignorare”.
Più intimo invece “Truman”, una canzone dedicata all’amore per se stessi. “E' la prima canzone d'amore che ho scritto per me stessa. Avevo bisogno di ricordarmi il valore del volermi bene. Ho scritto tante canzoni d'amore nella mia vita ma questa è la prima rivolta a me stessa. È importante creare spazio per trovare le cose che ci piacciono e ritagliarci momenti in cui volerci bene”.
Dopo il percorso internazionale, Birthh si prepara ora a riportare questo progetto anche dal vivo, con una serie di concerti in Italia. Tra le prime tappe annunciate figurano il MI AMI Festival di Milano e lo Spring Attitude Festival di Roma, segnando il ritorno dell’artista davanti al pubblico italiano.
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