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07 Marzo 2026 - 10:36
Nel cimitero di San Mauro il bagno è un optional. I cittadini denunciano: “Fuori servizio da tre mesi” (a destra: Paola Antonetto)
Nel cimitero di San Mauro Torinese c’è un cartello scritto a mano e appeso su una porta: «Fuori servizio causa manutenzione. Ci scusiamo per il disagio». Una frase che però nasconde un disservizio che dura ormai da troppo tempo.
La segnalazione è comparsa nei giorni scorsi sui social, accompagnata da una foto scattata all’ingresso dei bagni del camposanto. Il commento è netto: «E con marzo siamo a tre mesi di manutenzione… bagni cimitero San Mauro». Un messaggio che ha subito attirato l’attenzione di molti residenti, trasformandosi rapidamente in una piccola polemica cittadina.
Perché, spiegano diversi utenti intervenuti nella discussione, il bagno del cimitero non è un semplice servizio accessorio. Chi frequenta il camposanto – per portare un fiore, per fare visita a un familiare scomparso, per fermarsi qualche minuto in silenzio davanti a una tomba – è spesso una persona anziana. E per molti di loro la disponibilità di un bagno non è un dettaglio.
Con l’età, ricordano alcuni cittadini, i problemi di incontinenza urinaria diventano frequenti. Per questo motivo la chiusura prolungata dei servizi igienici viene percepita non solo come un disagio, ma come una mancanza di attenzione verso una fascia di popolazione che proprio al cimitero si reca più spesso.
Nel dibattito online è entrata anche la politica. A intervenire è stata Paola Antonetto, esponente del centrodestra cittadino, con un commento che non lascia molto spazio alle interpretazioni: «Se l’assessore con delega ai servizi cimiteriali non va mai al cimitero a verificare… Difficile».

Un riferimento diretto ad Aldo Parola, oggi titolare della delega ai servizi cimiteriali nella giunta guidata dalla sindaca Giulia Guazzora. Parola è entrato nell’esecutivo comunale da pochi mesi, ma per chi solleva la polemica questo non sarebbe sufficiente a giustificare il problema.
Il motivo è evidente: la delega cimiteriale non è di certo nata con lui. Prima della sua nomina, era comunque gestita dalla giunta, e quindi – sostengono alcuni cittadini – il disservizio non può essere spiegato soltanto con il recente avvicendamento politico.
Il punto non riguarda solo il decoro, ma anche la politica. Perché il cimitero è uno dei luoghi pubblici più delicati di una città: non è solo uno spazio di servizio, ma anche un luogo di memoria e rispetto. E proprio per questo molti residenti ritengono che la cura e la manutenzione debbano essere costanti, soprattutto per ciò che riguarda i servizi essenziali.
Un bagno chiuso per un giorno può essere un imprevisto. Tre mesi diventano un problema. E mentre la polemica rimbalza sui social, la domanda che resta sospesa è una sola: quando torneranno a essere utilizzabili i servizi igienici del cimitero?
Perché per chi si reca lì a trovare un proprio caro, quel cartello sulla porta non è solo un avviso di manutenzione. È un disagio concreto.

Aldo Parola
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