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26 Febbraio 2026 - 15:01
Defibrillatori a San Mauro, ora il Comune affida la manutenzione. Ma le tempistiche? (a sinistra: Bongiovanni; a destra: Guazzora)
Dopo le polemiche, le interrogazioni, gli scambi al vetriolo in Consiglio comunale e sui social, qualcosa finalmente si muove. Il Comune di San Mauro Torinese ha approvato una documento per affidare il servizio di manutenzione – ed eventuale sostituzione – dei defibrillatori comunali nel biennio 2026-2027.
Una cifra precisa, nero su bianco: 4.977,60 euro. Sulla carta, è una prima risposta concreta a chi denunciava da mesi che i DAE non bastano inaugurarli: vanno controllati e manutenuti.
E fin qui, tuttobene. Perché il punto è esattamente questo: un defibrillatore non è un cartello stradale. Non è una panchina. Non è un’opera simbolica. È uno strumento salvavita che deve essere funzionante, accessibile, segnalato, inserito nei sistemi regionali che dialogano con il 112.
Il documento comunale certifica che sul territorio risultano cinque dispositivi DAE e richiama anche gli obblighi di legge sulla manutenzione periodica. Finalmente – verrebbe da dire.
Ma la domanda resta la stessa che ponevamo a febbraio: i due defibrillatori spariti dal centro città, uno nei pressi del punto SMAT e uno al parco Pragranda, quando torneranno al loro posto?
Perché il documento del Comune parla di manutenzione e sostituzione nel biennio 2026-2027, ma non chiarisce squando i due dispositivi del centro verranno ripristinati. Formalizza un servizio, ma non scioglie il nodo politico che ha acceso la polemica.
Ricordiamo i fatti. Nel marzo 2025, il Consiglio comunale votò all’unanimità l’impegno a ripristinare i due DAE danneggiati o rubati. Una spesa contenuta, circa 2.000 euro. “Nel più breve tempo possibile”, fu la rassicurazione. Quel “breve tempo” si è trasformato in quasi un anno.
A dicembre 2025, la questione esplose di nuovo: non solo i defibrillatori non erano stati reinstallati, ma quelli comunali operativi non risultavano neppure inseriti nel catasto regionale DAE, lo strumento che permette ai soccorritori di sapere dove si trovano e di guidare chi è sul posto.
Il 12 febbraio 2026, in Consiglio comunale, la sindaca Giulia Guazzora aveva spiegato che era stato dato mandato agli uffici di individuare un fornitore e che serviva una variazione di bilancio. L’assessore Matteo Fogli aveva ricordato lo stanziamento di 5.000 euro per acquisti e manutenzione. Marco Bongiovanni parlò di “promesse tante, fatti zero”.
Oggi un atto amministrativo c’è. È un passo avanti, senza dubbio. Il Comune mette per iscritto che i defibrillatori vanno mantenuti e affida il servizio per due anni.
Ma resta un punto dolente. Perché se il problema era la manutenzione, ora c’è una soluzione. Se il problema era la copertura economica, ora c’è uno stanziamento. Se il problema era l’assenza di un affidamento formale, ora c’è una determina.
Il problema vero è il tempo. È passato quasi un anno tra il voto unanime e l’affidamento effettivo. Un anno in cui quei due dispositivi in centro non c’erano. Un anno in cui la città non era pienamente cardioprotetta, nonostante lo slogan del 2023.
E c’è un altro aspetto che non può essere ignorato: la determinazione parla di cinque DAE comunali, ma non entra nel merito della loro collocazione né chiarisce pubblicamente lo stato operativo puntuale di ciascuno. La trasparenza, su un tema del genere, non dovrebbe essere un dettaglio.
Nel 2023, l’inaugurazione dei DAE era stata presentata come un segnale forte: San Mauro cardioprotetta. Oggi l’amministrazione compie un atto dovuto, ma non basta un documento amministrativo a cancellare il ritardo accumulato.
La vera domanda è semplice: quando un cittadino si accascerà in centro – perché purtroppo può succedere – il DAE sarà lì, funzionante, registrato, pronto?
Perché alla fine, in quelle situazioni, non conta chi abbia votato la variazione di bilancio. Conta solo se il defibrillatore c’è e se funziona.

L'inaugurazione nel 2023
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