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Meisino, cantieri agli sgoccioli: completata la passerella pedonale, il “nuovo” parco apre a fine marzo

Dopo anni di proteste, ricorsi e ritardi, la riqualificazione finanziata con 11,5 milioni del PNRR è al giro di boa. Restano però le polemiche degli ambientalisti di Torino e San Mauro

Meisino, cantieri agli sgoccioli: completata la passerella pedonale, il “nuovo” parco apre a fine marzo

Meisino, cantieri agli sgoccioli: completata la passerella pedonale, il “nuovo” parco apre a fine marzo (foto: Lo Russo e Tresso)

Il conto alla rovescia è partito. Dopo mesi di lavori e anni di polemiche, il cantiere del Parco del Meisino si avvia alla conclusione. Entro la fine di marzo dovrebbero terminare gli interventi finanziati con 11,5 milioni di euro del PNRR, destinati alla trasformazione dell’area verde lungo il Po in un grande spazio per attività sportive e educazione ambientale.

Negli ultimi giorni, si è aggiunto un tassello simbolico del progetto: è stata completata la passerella ciclopedonale sopra corso Don Luigi Sturzo, infrastruttura lunga circa 220 metri che collega le due parti del parco separate dall’arteria stradale che conduce verso la periferia nord di Torino. La struttura, già percorribile, consente ora di attraversare il parco senza uscire dall’area verde e rappresenta uno degli elementi più visibili della riqualificazione.

L’assessore al verde del Comune di Torino, Francesco Tresso, ha celebrato l’opera sui social, sottolineandone il valore paesaggistico e funzionale: «Leggera e integrata nel paesaggio, pensata già negli anni Novanta, oggi è finalmente realtà», ha scritto. E ancora: «Questi 220 metri sono utili per attraversare il parco, salire in quota e godere di uno sguardo unico tra il fiume, le montagne, Superga e la collina».

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La passerella rappresenta anche una novità per chi frequenta quotidianamente il Meisino. Il parco è infatti utilizzato non solo dai torinesi dei quartieri Sassi e Borgata Rosa, che si affacciano direttamente sull’area verde, ma anche da molti residenti di San Mauro Torinese, che raggiungono la zona per correre, andare in bicicletta o semplicemente passeggiare lungo il Po. Per queste comunità il nuovo collegamento ciclopedonale e la sistemazione dei percorsi promettono una fruizione più continua dell’intero parco.

L’intervento più consistente riguarda però la Cascina Malpensata, edificio abbandonato da oltre vent’anni che diventerà il centro del nuovo polo dedicato all’educazione ambientale e sportiva. La struttura ospiterà sale riunioni, spogliatoi, servizi, un piccolo punto ristoro con distributori automatici e uno spazio informativo collegato alla ciclovia VENTO, l’itinerario ciclabile che unisce Torino e Venezia.

Intorno al polo sorgeranno nuove aree per lo sport all’aria aperta: tre spazi gioco, due aree fitness e zone dedicate a diverse discipline, tra cui corsa campestre, tiro con l’arco, ciclocross e cricket. Nell’area dell’ex galoppatoio militare è prevista anche una parete di arrampicata. Il progetto prevede inoltre la realizzazione dei primi bagni pubblici dell’intero parco e spazi per le attività sportive rivolte alle scuole.

Sul piano ambientale, il Comune ha evidenziato un intervento significativo di riforestazione: a fronte delle decine di alberi abbattuti durante il cantiere, sono previsti 1.800 nuovi alberi in tutto il parco.

La conclusione dei lavori arriva dopo un percorso tutt’altro che lineare. Il progetto ha infatti incontrato l’opposizione di cittadini e associazioni ambientaliste riunite nel comitato “Salviamo il Meisino”, che negli ultimi anni ha contestato la trasformazione di una parte della riserva naturale del Meisino e dell’Isolone di Bertolla, area fluviale protetta caratterizzata da boschi ripariali e zone umide importanti per la fauna, in particolare per gli uccelli acquatici.

Tra settembre e dicembre 2024 i cantieri sono stati bloccati 14 volte da proteste e azioni dimostrative. La vicenda è arrivata anche nelle aule giudiziarie: la Procura di Torino ha aperto un’indagine su 39 attivisti, mentre il tribunale ha respinto il ricorso presentato dai comitati che chiedevano di fermare i lavori.

Le contestazioni hanno comunque portato a modifiche del progetto. Alcune strutture inizialmente previste sono state eliminate o spostate: tra queste lo skills bike park e una pedana sopraelevata vicino all’area umida, mentre la pista di pump track è stata trasferita in un’altra zona del parco.

Gli ambientalisti continuano a segnalare i possibili rischi legati all’aumento della frequentazione umana in un’area considerata tra le più ricche di biodiversità della città, soprattutto nelle zone vicine alla confluenza tra Po e Stura, dove sono presenti ambienti umidi e colonie di aironi.

Dall’altra parte, il Comune sostiene che il progetto consenta di recuperare edifici abbandonati e di rendere il parco più accessibile senza rinunciare alla tutela naturalistica.

Con i cantieri ormai agli sgoccioli, il Meisino si prepara dunque a una nuova fase. Tra attese, critiche e curiosità, la riapertura completa del parco segnerà la fine di una delle vicende urbanistiche e ambientali più discusse degli ultimi anni nell’area torinese.

Meisino - Torino cambia

Il rendering della nuova Cascina Malpensata

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Uno dei numerosi post di protesta

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