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Torino
21 Aprile 2026 - 22:06
Un’ondata travolgente di energia, voci e spiritualità ha invaso domenica sera l’Auditorium Giovanni Agnelli, cuore pulsante del Lingotto, dove è andato in scena il Sunshine Gospel Mass Choir 2026, considerato tra i più importanti eventi gospel d’Europa. Il pubblico delle grandi occasioni ha riempito ogni ordine di posti, confermando quanto questo appuntamento sia ormai radicato nel panorama culturale cittadino e capace di richiamare spettatori anche da fuori regione.
Sul palco, uno spettacolo imponente: 400 coristi provenienti da tutta Europa, affiancati da cinque ospiti statunitensi di primo piano e da una band dal vivo, per oltre due ore di musica senza pause. Fin dalle prime note, l’atmosfera è stata quella delle grandi celebrazioni: intensa, partecipata, quasi rituale. Non un semplice concerto, ma un’esperienza immersiva capace di coinvolgere corpo e spirito.
Il repertorio ha attraversato i grandi classici della tradizione gospel, alternandoli a incursioni nel soul e nel funk, con arrangiamenti dinamici e potenti. Le voci corali, ora delicate e raccolte, ora esplosive e trascinanti, hanno costruito un continuo crescendo emotivo che ha conquistato il pubblico. Le mani che battevano a tempo, i sorrisi, gli occhi lucidi: segnali evidenti di una connessione autentica tra palco e platea.
Momenti di particolare intensità sono arrivati con gli ospiti americani, autentici ambasciatori del genere. Tra loro, la straordinaria Maryta Fields Powell, capace di unire potenza e profondità interpretativa, il carismatico Edward “Busta” Fields, la raffinata soprano Monique Adkins, il veterano Craig Hayes e l’organista Rodney Bradley, che ha portato sul palco il tipico sound delle chiese afroamericane, ricreando un’atmosfera autentica e vibrante.
A dirigere questa imponente macchina artistica il maestro Alex Negro, fondatore del Sunshine Gospel Choir, che dal 1998 rappresenta una delle realtà più solide e riconosciute del gospel europeo. La sua direzione, precisa ma appassionata, ha saputo valorizzare ogni sfumatura, guidando coro e musicisti in un perfetto equilibrio tra tecnica e coinvolgimento emotivo.
Tra il pubblico si respiravano entusiasmo e partecipazione profonda. Il gran finale ha trasformato l’auditorium in una vera e propria festa corale: tutta la platea in piedi, a battere le mani e a cantare insieme agli artisti, in un momento di condivisione rara. Un’immagine potente, simbolo di ciò che la musica può ancora fare: unire, emozionare, abbattere barriere.
Con questa serata, Torino conferma ancora una volta il suo forte legame con la musica dal vivo e con gli eventi capaci di coniugare spettacolo e partecipazione. Il Sunshine Gospel Mass Choir non è stato solo un concerto, ma una celebrazione collettiva di energia, fede e comunità: un’esperienza destinata a lasciare il segno ben oltre l’ultima nota.
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