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La Penna nel mirino dopo Inter-Juve: minacce di morte e insulti, denuncia alla Polizia Postale

Centinaia di messaggi contro l’arbitro per il rosso a Kalulu, indaga la Procura di Roma mentre l’Aia parla di “limite superato”

Centinaia di messaggi contro l’arbitro per il rosso a Kalulu,

Centinaia di messaggi contro l’arbitro per il rosso a Kalulu, (foto ANSA)

Una raffica di insulti, centinaia di messaggi, fino alle minacce di morte. L’arbitro Federico La Penna è finito nel mirino degli hater dopo il match Inter-Juve di sabato sera. Sui social il direttore di gara è stato definito “vergognoso” e “corrotto” per la gestione della partita, in un fiume di post in cui in molti chiedono addirittura la “radiazione”.

Tra i commenti sono comparse anche frasi gravissime: “ti accoltello per strada”, “ti uccido”, “sappiamo dove abiti”. Minacce che in alcuni casi hanno coinvolto anche la moglie e i figli del 43enne romano, che nella vita fa l’avvocato quando non è impegnato sui campi di Serie A.

Per tutelare sé stesso e la propria famiglia, La Penna ha presentato denuncia alla Polizia Postale di Roma, che ha avviato accertamenti per individuare gli autori dei messaggi. Sotto la lente finiranno tutte le frasi minacciose e denigratorie rivolte all’arbitro e ai suoi familiari. Intanto la Procura della Capitale è in attesa dell’atto formale: il fascicolo arriverà al procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, che procederà con l’apertura dell’indagine.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione Italiana Arbitri. «Quanto accaduto ha superato ogni limite di civiltà e di sportività» ha dichiarato al telefono con l’ANSA il vicepresidente vicario Francesco Massini. «Un arbitro che deve avere paura per la propria famiglia, per la moglie e le sue figlie, a causa di una decisione presa in campo è qualcosa che deve indignare tutti, senza distinzioni».

Per Massini, «quando si oltrepassa quel confine, non siamo più dentro lo sport: siamo dentro qualcosa di molto più grave». L’Associazione ha ribadito la propria «vicinanza» a Federico La Penna e annunciato che verrà «valutata ogni possibile azione a sua tutela, così come di ogni nostro arbitro oggetto di azioni riprovevoli e penalmente rilevanti».

A scatenare la bufera è stato l’errore arbitrale che sabato ha portato al cartellino rosso per il difensore della Juventus Pierre Kalulu, dopo una simulazione dell’interista Alessandro Bastoni nel cosiddetto “derby d’Italia”. Proprio Bastoni è diventato a sua volta bersaglio di insulti sui propri profili social: «Sei la vergogna del calcio», scrive qualcuno; «un truffatore professionista», lo definisce un altro, mentre in molti si augurano che non venga più convocato in Nazionale. Al momento non risulta una denuncia da parte del difensore nerazzurro.

Non è la prima volta che La Penna finisce al centro delle polemiche. Nel 2018 fu contestato dai tifosi del Palermo per la mancata promozione in Serie A dopo la finale di ritorno dei play-off contro il Frosinone. I sostenitori rosanero e il club criticarono sia l’assegnazione e il successivo annullamento di un rigore sia il mancato intervento per alcuni palloni lanciati in campo.

Nello stesso 2018 arrivò la promozione in Serie A, al termine di una carriera iniziata nel 2000, con il passaggio in Serie D nel 2006, in Lega Pro nel 2009 e in Serie B nel 2012. Nel 2021, insieme ad altri colleghi, fu sospeso per 13 mesi – poi ridotti a 11 in appello – dalla Commissione disciplinare dell’Aia per alcune irregolarità sui rimborsi spese.

Ora l’attenzione si sposta sulle indagini per identificare gli autori delle minacce. Una vicenda che riporta al centro il tema della violenza verbale e dell’odio online nel calcio italiano.

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