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16 Febbraio 2026 - 10:43
"Adesso la Juve si lamenta e fa la vittima": Moratti attacca sulle polemiche dopo Inter-Juventus
«Le simulazioni mi infastidiscono, hanno fatto venire la noia». Massimo Moratti sceglie parole nette e un tono diretto per intervenire sulle polemiche seguite a Inter-Juventus, la partita che ha riacceso tensioni e discussioni dopo l’episodio che ha coinvolto Alessandro Bastoni e l’espulsione di Kalulu.
Ospite di “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1, l’ex presidente dell’Inter non gira intorno al punto. «Quella dell’altra sera è una simulazione entusiasta: Bastoni ha fatto un salto incredibile dopo un allungamento del braccio dell’avversario, che ha messo nelle condizioni Bastoni di approfittarne. Il ragazzo si è entusiasmato su questa possibilità, risolta in un’ingiustizia, perché l’altro giocatore non aveva fatto un fallo grave».
Un giudizio severo sul gesto tecnico, ma senza trasformarlo in un atto d’accusa personale. Moratti distingue tra l’errore e la persona. Parla di “entusiasmo” e non di malafede, di un’occasione colta al volo in campo, forse con eccesso di furbizia. L’episodio ha avuto conseguenze pesanti: l’espulsione di Kalulu e un clima che, nelle ore successive, si è fatto incandescente.
La parola “simulazione” pesa. Nel calcio italiano è da sempre sinonimo di polemiche infinite, moviole, sospetti. Moratti non la evita. Anzi, la usa per ribadire un principio: «Le simulazioni mi infastidiscono». Ma allo stesso tempo invita a non trasformare Bastoni in un bersaglio.
Non si aspetta, ad esempio, provvedimenti interni da parte di Gattuso, commissario tecnico della Nazionale. «Credo che farà a meno di castigarlo. Per Bastoni già è un castigo tutto l’attacco. Se ci si mette anche Gattuso, che già non ha una Nazionale fortissima. Mi sembra non valga la pena. Non so cosa sia passato per la mente a Bastoni in quel momento, certamente ora è in mezzo a una bufera. Povero ragazzo, spero passi in fretta. Chivu chiaramente l’ha difeso pubblicamente, magari a tu per tu gli avrà detto qualcosa».

È un passaggio che racconta anche il lato umano della vicenda. Moratti parla di “bufera” e di un ragazzo finito al centro delle critiche. Difende il diritto all’errore, senza negare l’errore stesso. Un equilibrio che prova a smorzare i toni in un momento in cui il dibattito si è allargato ben oltre i confini del campo.
Poi c’è il tema dello scudetto. L’Inter è in corsa e, secondo molti, ha messo le mani sul titolo. Moratti non si sbilancia troppo, ma lascia intendere fiducia: «Mi sembra che l’Inter stia facendo tutto quello che era necessario fare, ma anche molto di più. Il cambio di allenatore aveva creato dubbi e invece questi dubbi sono spariti. L’Inter dovrebbe essere sulla strada buona, non diciamo di più, ma è già tanto».
Una frase misurata, ma significativa. Il riferimento al cambio in panchina e ai dubbi iniziali sottolinea come la squadra abbia risposto sul campo, trasformando le incertezze in risultati. Moratti parla da ex presidente, ma anche da tifoso attento agli equilibri.
L’ultima stoccata è per la Juventus e per le proteste seguite alla partita. E qui il tono cambia, si fa più ironico e pungente. «Sono cambiati i tempi. Adesso la Juve si lamenta, fa la vittima, è un fatto nuovo. Mi pare abbiano esagerato nelle proteste come se fosse una vittima terribile del calcio italiano, ma la storia non la ricorda così. Proteste normali, ma fanno venire in mente vecchie storie».
È la frase che riassume la posizione di Moratti. Un riferimento al passato, alla memoria lunga del calcio italiano, a stagioni in cui i ruoli erano ribaltati. Senza nominarle esplicitamente, evoca “vecchie storie” che nel mondo del pallone non sono mai del tutto archiviate.
Le sue parole arrivano in un momento delicato, con la stagione che entra nella fase decisiva e ogni episodio arbitrale che pesa doppio. Bastoni resta al centro della scena, tra critiche e difese. L’Inter guarda al traguardo. La Juventus protesta. E Moratti, da osservatore privilegiato, riporta tutto a una dimensione più ampia: il campo, gli errori, la memoria del calcio italiano.
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