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13 Febbraio 2026 - 22:27
Niente Tarip a San Mauro nel 2026? La città non è ancora pronta, parola dell'assessore Fogli
Nuovi criteri per la raccolta dell’indifferenziato, ma anche Seta e Tari puntuale. A San Mauro Torinese, i rifiuti tornano al centro dell’attenzione del Consiglio comunale. Nel corso della prima seduta del 2026, convocata giovedì 12 febbraio, il consigliere Roberto Olivero ha presentato un’interrogazione sulla situazione dei rifiuti in città, a partire da un opuscolo ricevuto da Seta nei giorni precedenti.
È proprio da lì che nasce la polemica. Olivero ha spiegato di aver ricevuto a casa un dépliant informativo che annunciava, tra le altre cose, la modifica dei passaggi per la raccolta del non recuperabile e faceva riferimento alla Tarip nei Comuni limitrofi: «Mi son chiesto: che cosa sta succedendo? Che cosa sta per succedere per i cittadini sanmauresi rispetto a questo annuncio della ditta e quali sono stati gli argomenti?», ha dichiarato in aula. Da qui la richiesta di chiarimenti: quali siano le reali intenzioni dell’amministrazione, quali risparmi siano previsti e se la tariffa puntuale sia definitivamente accantonata o solo rinviata.
Il dépliant, infatti, non riguarda solo il dimezzamento dei passaggi di raccolta dell’indifferenziato – già anticipato dall’assessore Matteo Fogli al nostro giornale a fine 2025 – ma richiama soprattutto la Tarip. La famosa Tari puntuale mai partita a San Mauro, contrariamente ai Comuni vicini che, entro metà 2026, dovrebbero vedere operativa la nuova tariffazione.
Ma che cos’è, in concreto, la Tarip? È un sistema che supera la logica della Tari tradizionale – basata su metri quadri e componenti del nucleo familiare – e introduce una componente variabile legata alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto. In sintesi: chi conferisce meno indifferenziato paga meno. Un meccanismo che punta a responsabilizzare i cittadini e a premiare i comportamenti virtuosi.
Sulla carta, i vantaggi sono evidenti: maggiore equità, incentivo alla raccolta differenziata, riduzione del conferimento in discarica e minore impatto ambientale. Ma le criticità non mancano. Senza una comunicazione istituzionale capillare e senza un sistema organizzativo solido, il rischio è un cortocircuito. Se le soglie pro capite di produzione di indifferenziato vengono superate, la bolletta aumenta. E in un periodo segnato dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici, i cittadini potrebbero percepire la Tarip non come un’opportunità, ma come un’ulteriore pressione economica.
Roberto Olivero
Proprio alla luce di tutto questo, l’assessore Matteo Fogli ha parlato in aula di «tema particolarmente delicato». L’amministrazione, ha spiegato, aveva avviato un percorso convinto verso la Tarip, ritenendola uno strumento di equità e responsabilizzazione. Tuttavia, sono intervenute difficoltà tecniche e organizzative che hanno imposto uno stop. Fogli ha ricordato le criticità legate alla transizione informatica finanziata con il PNRR e il passaggio alle piattaforme cloud, definendo il processo «particolarmente traumatico» per l’ente. A questo si è aggiunto il trasferimento della dirigente dell’area finanziaria e tributi, con una fase di scopertura che ha reso rischioso introdurre una riforma così strutturale.
«Le scelte si fanno in determinati periodi dell’anno», ha spiegato Fogli, sottolineando che la finestra utile per riavviare formalmente l’iter è settembre. La volontà politica, ha ribadito, non è venuta meno. Ma occorre prima consolidare l’assetto organizzativo.
Nel frattempo, l’amministrazione ha scelto una misura intermedia: dal 2026 il passaggio dell’indifferenziato diventerà quindicinale invece che settimanale. Non per risparmiare – il risparmio stimato è di circa 30.000 euro su un costo complessivo di oltre 4 milioni – ma per ridurre il conferimento e avvicinarsi agli obiettivi regionali.
Ed è qui che entrano in gioco i dati. La Regione Piemonte impone limiti sempre più stringenti sulla produzione di rifiuto indifferenziato per abitante. San Mauro, pur attestandosi intorno al 70% di raccolta differenziata, conferisce ancora oltre 140 kg pro capite di indifferenziato, a fronte di un obiettivo regionale ben inferiore. Il mancato rispetto delle soglie può comportare sanzioni economiche. Da qui la necessità di intervenire prima che il conto diventi più salato.
Olivero, però, resta scettico. Pur apprezzando le spiegazioni, ha messo in guardia sui possibili effetti collaterali della riduzione dei passaggi: «Io credo che vedremo delle situazioni che oggi magari non vediamo...», ha detto, temendo un aumento di sacchetti abbandonati o disagi nei condomìni. Ha inoltre chiesto un maggiore sforzo comunicativo verso i cittadini, affinché il cambiamento non venga percepito come un semplice taglio di servizio.
Il clima, comunque, è rimasto collaborativo. La Tarip non è stata archiviata, ma congelata. Il quindicinale dell’indifferenziato sarà un banco di prova. E la vera sfida sarà comunicare bene ai sanmauresi che la partita dei rifiuti non è solo una questione tecnica o tariffaria, ma un equilibrio delicato tra ambiente, bilancio e responsabilità collettiva.

Matteo Fogli
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