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Abiti abbandonati, rifiuti per terra e un materasso in centro: San Mauro Torinese sprofonda nell'inciviltà

I cittadini segnalano abbandoni diffusi sul territorio, mentre la Lista Guazzora si limita a un post di denuncia (sulla stessa città che governa)

Abiti abbandonati, rifiuti per terra e un materasso in centro: San Mauro Torinese sprofonda nell'inciviltà

Abiti abbandonati, rifiuti per terra e un materasso in centro: San Mauro Torinese sprofonda nell'inciviltà

Non bastava il ritorno della discarica abusiva in via Pescarito. Non bastava il post di denuncia della lista civica della sindaca, la stessa lista che – udite, udite – governa la città e dovrebbe contrastare azioni simili, non solo scrivere messaggi su Facebook.

A San Mauro Torinese, il tema dell’abbandono dei rifiuti torna ancora una volta tristemente al centro dell'attenzione, questa volta nel centro della città, lontano dalle zone più periferiche, a dimostrazione che il problema non riguarda solo le “aree di confine”, ma attraversa trasversalmente il tessuto urbano.

Sabato 17 gennaio una residente ha segnalato una situazione di evidente degrado in via XXV Aprile: un bidone per la raccolta degli abiti usati completamente stracolmo, con sacchi e vestiti abbandonati ai suoi margini, lasciati a terra come se quello spazio fosse diventato, di fatto, una piccola discarica. Non si tratta di un episodio isolato né di un dettaglio marginale, ma di un segnale chiaro di come il sistema stia mostrando tutte le sue fragilità.

I contenitori per gli abiti usati nascono con una finalità precisa: consentire ai cittadini di disfarsi in modo solidale di singoli capi non più utilizzati, affinché possano essere recuperati, riutilizzati o redistribuiti. Non sono pensati per lo svuotamento massiccio di interi armadi, né tantomeno per diventare punti di accumulo incontrollato. Riempirli fino all’inverosimile o, peggio ancora, abbandonare i vestiti a terra quando sono già colmi è un atto di inciviltà evidente, che non può essere liquidato come una semplice disattenzione.

Ma fermarsi alla condanna del gesto, per quanto doverosa, non basta. Perché se è vero che l’abbandono dei rifiuti è responsabilità di chi compie quell’atto, è altrettanto vero che il controllo del territorio e la gestione dei servizi spettano all’amministrazione comunale. Qualcuno deve vigilare, monitorare, intervenire. E soprattutto prevenire, prima ancora che reprimere. Lasciare che bidoni colmi restino tali per giorni, diventando calamite per nuovi conferimenti impropri, significa accettare implicitamente che quello spazio si trasformi in un punto critico.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: ce ne sono abbastanza sul territorio? La distribuzione dei contenitori per gli abiti usati è realmente adeguata alle esigenze della città? Oppure si è creato un sistema sottodimensionato, incapace di reggere i volumi reali di conferimento, soprattutto in alcuni periodi dell’anno? È un interrogativo che i cittadini si pongono sempre più spesso, e che non può essere eluso con un semplice richiamo al senso civico.

Via XXV Aprile

Il problema, infatti, non riguarda solo via XXV Aprile. Venerdì scorso è stato segnalato anche un materasso abbandonato accanto a un’isola ecologica nei pressi di piazza Europa e del Ponte Nuovo, un altro punto centrale e ben frequentato della città. Un rifiuto ingombrante lasciato lì, accanto ai contenitori, come se fosse normale depositare ciò che non si sa – o non si vuole – conferire correttamente. Un episodio che si ricollega a una scia di segnalazioni simili emerse negli ultimi mesi e che racconta una difficoltà strutturale nella gestione dei rifiuti ingombranti, aggravata dalla chiusura dell’ecocentro e dai disagi conseguenti per i cittadini.

Il quadro che emerge è quello di una città che, sulla carta, può rivendicare risultati incoraggianti sulla raccolta differenziata, ma che nella quotidianità fatica a governare i comportamenti scorretti e a offrire risposte tempestive. L’abbandono dei rifiuti non è solo un problema ambientale o di decoro urbano: è un indicatore preciso del rapporto tra amministrazione e territorio, tra regole scritte e realtà vissuta.

E qui si torna al nodo politico. Perché a governare San Mauro Torinese è una coalizione di centrosinistra guidata dalla lista civica Guazzora, affiancata dal Partito Democratico e da altre liste. Ma denunciare non basta. Governare significa assumersi la responsabilità di prevenire, organizzare, controllare e intervenire. Significa decidere se servono più bidoni, più controlli, più sanzioni, o semplicemente una gestione più efficiente di ciò che già esiste.

Confidiamo nelle fototrappole”, si leggeva sul post di via Pescarito. Ma le fototrappole non sono una politica, sono uno strumento. E senza una strategia chiara rischiano di diventare un alibi, non una soluzione. Il rischio, sempre più concreto, è che San Mauro si abitui a convivere con questi episodi, normalizzandoli, finché l’eccezione diventa regola.

L’abbandono di abiti usati in via XXV Aprile e il materasso lasciato vicino a piazza Europa non sono due fatti scollegati. Sono due facce dello stesso problema: un sistema che fatica a tenere insieme senso civico, servizi adeguati e controllo del territorio. E che oggi chiede risposte non più rinviabili, soprattutto a chi governa la città e non può limitarsi a raccontare ciò che non va, ma deve dimostrare di saperlo correggere.

L'isola ecologica vicino a piazza Europa e a ponte XI Settembre


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